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martedì 1 dicembre 2015

Qualità della dieta, parametri antropometrici e lipidi.

Uno studio longitudinale ne valuta l’associazione

NUTRIZIONE
imm4La qualità di una dieta, negli studi di popolazione con la prospettiva di promuoverne la salute, si può valutare tramite l'uso degli indici alimentari, metodo preferito rispetto all’analisi dei singoli nutrienti e alimenti.

Un folto gruppo di ricercatori belgi ha studiato l'associazione longitudinale tra tre indici alimentari di qualità della dieta (Healthy Eating Index-2010 (HEI), Mediterranean Diet Score (MDS) e Diet Quality Index (DQI), i parametri antropometrici e i lipidi nel sangue.

373 uomini e 197 donne nel 2002-2004 e nel 2012-2014 hanno compilato un diario alimentare dal quale sono stati calcolati gli indici HEI, MDS e DQI.

La circonferenza della vita e l’indice di massa corporea (BMI) sono stati utilizzati come parametri antropometrici.

L'analisi di regressione lineare è stata effettuata per indagare le associazioni tra i cambiamenti negli indici alimentari e cambiamenti dei parametri antropometrici rispettivamente e i lipidi nel sangue, corretti per i potenziali confondenti.

Solo negli uomini un aumento in tutti e tre gli indici alimentari è stato associato ad una diminuzione della circonferenza vita e del BMI nell'analisi non aggiustata e per HEI e DQI anche nell'analisi corretta.

Non è stata rilevata nessuna associazione longitudinale tra indici alimentari e lipidi nel sangue, sia negli uomini che nelle donne.

I risultati possono essere riassunti in tre punti principali.
  1. In primo luogo, vi erano differenze di genere nelle associazioni longitudinali tra indici alimentari e parametri antropometrici, con correlazioni significative solo negli uomini. La mancanza di associazioni longitudinali tra indici alimentari e parametri antropometrici nelle donne può eventualmente essere attribuita allo stato di salute delle donne, migliori nei parametri antropometrici, con piccole variazioni per riuscire a  rilevare associazioni longitudinali. Inoltre le donne hanno anche variabili legate ad uso di ormoni o la menopausa ed era un dato non rilevato.
  2. Il secondo risultato è che non c'erano associazioni longitudinali tra indici alimentari e lipidi nel sangue di entrambi i sessi. La ricerca relativa alla modulazione dei lipidi nel sangue con i cambiamenti nella dieta è scarsa e la componente genetica potrebbe avere un ruolo significativo per spiegare le variazioni inter-individuali delle lipoproteine in risposta ​​ai cambiamenti di dieta.
  3. Il terzo risultato è che c'erano alcune differenze nei risultati secondo l'indice dietetico utilizzato. L’indice che mostra meno associazioni longitudinali con i parametri antropometrici è MDS. Queste differenze possono essere dovuto al tipo di calcolo, MDS mostra sensibilità debole perché il punteggio individuale viene calcolato rispetto l’intake mediano del campione.
Questo è il primo studio che analizza i dati in senso longitudinale. Ha alcune limitazioni, che dichiarano gli stessi autori.

La limitazione principale è il fatto che, in media, partecipano a queste indagini le persone più sane. Un'altra limitazione è che l'assunzione di cibo è stato auto-segnalata con un questionario su tre giorni.

Questo studio ha esaminato le associazioni tra i cambiamenti nei tre indici alimentari (non nell’intake di alimenti specifici) e cambiamenti dei parametri antropometrici  (BMI e circonferenza vita) e dei lipidi nel sangue nel corso di un periodo di follow-up di 10 anni negli adulti. In generale si sono verificate poche relazioni tra indici alimentari e parametri antropometrici negli uomini, mentre non è stata rilevata nessuna associazione con i lipidi nel sangue, sia negli uomini che nelle donne.

Author:Mertens E, Deforche B, Mullie P, Lefevre J, Charlier R, Knaeps S, Huybrechts I, Clarys P

Source:Nutr Metab (Lond). 2015 Nov 19;12:47