|

mercoledì 2 aprile 2014

Bevande ipocaloriche e rischio cardiovascolare, esiste un link?

Il consumo regolare di bevande ipocaloriche sembra indicare un maggiore rischio di eventi cardiovascolari nelle donne anziane. Mito o realtà?

LIFE STYLE
bevande ipocaloriche

Attenzione al consumo regolare di bevande ipocaloriche nell’età anziana, questa abitudine potrebbe infatti costituire un rischio per il cuore. È questo il messaggio lanciato da un recente studio osservazionale condotto dai ricercatori della University of Iowa Hospitals and Clinic.

Secondo i dati della ricerca, le donne di età superiore a 55 anni che consumano giornalmente due bevande di questo tipo presenterebbero un rischio di soffrire eventi cardiovascolari e di mortalità legata a queste condizioni nella decade successiva, rispettivamente del 30 e 50% superiore rispetto a coloro che non presentano tale abitudine.

Quest’associazione potrebbe essere spiegata dal fatto che il consumo di bevande ipocaloriche non farebbe altro che aumentare significativamente il desiderio di cibi e bevande ad elevata densità energetica, principalmente come conseguenza di una disfunzione dei meccanismi fisiologici di feedback legati all’alimentazione.

Oppure, più semplicemente, il consumo regolare di tali bevande sarebbe più diffuso tra quelle persone che già presentano fattori di rischio cardiovascolare, e quindi non rappresenterebbero un fattore diretto di rischio, ma piuttosto un indicatore della presenza di comportamenti e stili di vita scorretti.

Quest’ultima osservazione veniva confermata nelo studio dal fatto che la maggior parte degli individui che assumevano tali bevande con maggiore frequenza erano caratterizzati da un elevato valore di indice di massa corporea (BMI), erano fumatori, soffrivano di diabete e ipertensione e presentavano una dieta tipicamente ipercalorica.

Tuttavia, in seguito alla correzione per i suddetti fattori confondenti, la relazione tra consumo di bevande ipocaloriche e rischio cardiovascolare si manteneva decisamente significativa prevalentemente nella categoria di donne in età post-menopausica, identificate come popolazione più suscettibile all’impatto di questa abitudine.

Varrebbe la pena dunque moderare il consumo di bevande ipocaloriche per prevenire un rischio per il cuore?


Secondo il parere di alcuni esperti chiamati ad esprimersi sui risultati dello studio, non vi sarebbe alcuna ragione per suggerire una riduzione dei consumi di queste bevande, specialmente poichè non si conosce quale sia l’elemento responsabile di questo effetto; la caffeine? Il dolcificante? O forse una predisposizione per il consumo di un particolare tipo di cibo? Quel che è certo è che numerosi studi seguiranno per analizzare le potenziali cause, oppure screditare questa nuova osservazione.

Source:American College of Cardiology