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giovedì 2 agosto 2012

Background genetico, salute ossea e danno vascolare: una relazione complicata

La comprensione delle basi biologiche che sottendono la relazione tra mineralizzazione e calcificazione permetterà di sviluppare nuove strategie di prevenzione e terapia per la popolazione anziana.

metabolismo vitamina D

La patofisiologia dell’insufficienza renale cronica, dei disordini minerali e dell’osso presenta una relazione di tipo inverso tra i processi di mineralizzazione ossea e i fenomeni di calcificazione vascolare.

Tuttavia, associazioni inverse tra la compromissione della densità minerale ossea e la formazione di placche aterosclerotiche calcificate vengono osservate anche negli individui non affetti da nefropatia, indipendentemente dall’etnia.

Questa situazione suggerisce l’esistenza meccanismi biologici che collegano i due processi indipendentemente dalla patologia. Tra gli individui di etnia afro-americana, anche una scarsa assunzione di calcio e la presenza di bassi livelli di 25-idrossivitamina D (25(OH)D) non sembrano tuttavia compromettere la densità minerale ossea e favorire l’osteoporosi con la stessa frequenza che si osserva tra gli individui caucasici. Inoltre, nonostante questi individui presentino un numero complessivamente superiore di fattori di rischio cardiovascolare, tra di essi l’incidenza e la severità delle placche aterosclerotiche calcificate resta inferiore rispetto alle popolazioni caucasiche.

A conferma di queste differenze etniche è emerso, recentemente, che i livelli plasmatici di 25 (OH)D e 1,25-diidrossivitamina D correlano positivamente con l’insorgenza dell’aterosclerosi nei soggetti afro-americani e negativamente con la densità ossea.

Al contrario, i livelli di vitamina D correlano negativamente con la probabilità di sviluppare l’aterosclerosi negli individui caucasici e positivamente con la condizione ossea. Alcuni fenomeni legati al metabolismo della vitamina, al processo di rimodellamento osseo e di omeostasi vascolare potrebbero spiegare le differenze fisiologiche osservate nelle popolazioni.

 

Il motivo per cui il background genetico africano protegge dall’osteoporosi e dalla formazione di placche aterosclerotiche resta tuttavia enigmatico.Decifrare i meccanismi biologici che regolano questi processi richiede approcci di tipo genetico e fisiologico in grado di smascherare l’interazione tra tessuto osseo e vascolare.

La comprensione delle basi biologiche che sottendono la relazione tra mineralizzazione e calcificazione permetterà di sviluppare nuove strategie di prevenzione e terapia per la popolazione anziana.

Source:Barry I. Freedman & Thomas C. Register Effect of race and genetics on vitamin D metabolism, bone and vascular health Nature Reviews Nephrology