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mercoledì 2 dicembre 2015

Il segreto delle diete "Ogni persona ha il suo cibo ideale"

Una ricerca dimostra che gli alimenti producono effetti differenti a seconda di chi li mangia

NUTRIZIONE
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I pomodori potrebbero far ingrassare.
È quanto ha scoperto una donna di mezza età, in sovrappeso e sull'orlo del diabete, che per cercare di dimagrire consumava gli ortaggi in quantità. Esasperata dai suoi insuccessi, la donna ha deciso alla fine di arruolarsi in un esperimento scientifico sulla "dieta personalizzata" avviato dall' Istituto Weizmann di Rehovot, in Israele. E ha scoperto che, contrariamente a quel che accade nella maggioranza della popolazione, i pomodori nel suo organismo facevano alzare il livello degli zuccheri nel sangue, aumentando il rischio di diabete. Con il loro esperimento, i ricercatori dell' Istituto Weizmann hanno voluto affrontare un rompicapo che molti medici nutrizionisti si trovano ad affrontare.
Quello dei pazienti che sembrano rispettare la dieta alla lettera, ma non dimagriscono mai. E hanno scoperto, pubblicando i risultati sulla rivista Cell, che gli stessi cibi producono effetti diversi a seconda delle persone che li mangiano.

«C' è un grosso buco nelle nostre conoscenze», spiega Eran Segal, informatico, coordinatore della ricerca insieme al medico Eran Elinav. «Ci sono differenze nell' effetto che il cibo ha fra gli individui. A volte, queste reazioni possono essere addirittura opposte». Dopo aver osservato 800 persone per una settimana, chiedendogli di registrare minuziosamente ogni pasto con lo smartphone e misurando il livello degli zuccheri nel sangue ogni 5 minuti con un chip sottopelle, i ricercatori israeliani hanno tracciato il profilo di ciascuno dei loro volontari. L' enorme mole di dati è poi servita a elaborare un algoritmo capace di mettere a punto la dieta ideale per ciascun individuo.
La donna che mangiava troppi pomodori è così potuta tornare finalmente in linea. "La medicina personalizzata è già una realtà in varie discipline" ha commentato ieri sul New York Times il pediatra David S. Ludwig, direttore di una fondazione per la prevenzione dell' obesità infantile. "Sappiamo per esempio che l' effetto di alcuni farmaci varia da persona a persona e che l'analisi genetica dei tumori aiuta a trovare la cura migliore per quel particolare paziente. E sappiamo anche che ciascun individuo reagisce in maniera diversa ai cibi di cui si nutre".
A rendere i pomodori dannosi o salutari per ciascuno di noi, hanno trovato i ricercatori del Weizmann, è soprattutto un protagonista nascosto del nostro organismo: il microbioma. I due chili di batteri che popolano il tratto digerente di un uomo migliaia di specie e miliardi di esemplari, due terzi dei quali diversi da un individuo all' altro sono in grado di influenzare il nostro metabolismo. E quindi di differenziare la risposta che l' organismo ha nei confronti di un determinato cibo. Non a caso l' algoritmo messo a punto a Rehovot, oltre a tenere conto di abitudini alimentari, attività fisica e ritmo del sonno, dava grande importanza alla composizione dei batteri di ciascuno degli 800 volontari studiati.
In un piccolo gruppo sottoposto alla "dieta dell' algoritmo", è risultato, quattro volontari avevano la pizza tra i cibi consigliati, due tra quelli di evitare.
Due riuscivano a mantenere bassi gli zuccheri nel sangue mangiando hummus, quattro ottenevano l' effetto opposto. A due sono stati perfino consigliati gli schnitzel, una sorta di cotoletta fritta che tutto sembrerebbe fuorché un cibo sano.
E se il livello degli zuccheri nel sangue è solo uno dei fattori che determinano lo stato di salute e il successo di una dieta, è comunque una variabile importante per predire il rischio di diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Sicuramente ora lo studio israeliano sarà seguito da esperimenti più completi e articolati. E se è vero che il microbioma influenza la nostra linea, accade anche che ciò che mangiamo faccia cambiare la composizione dei batteri dell' intestino. Dopo aver assegnato pomodori o cotolette fritte agli individui cui più erano indicati, gli scienziati israeliani hanno visto fiorire i ceppi batterici più amici della nostra salute. 

Author:E Dusi

Source:La Repubblica, 02/12/2015 pagina 25



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