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mercoledì 3 aprile 2013

Sale da tavola: un ruolo nell’autoimmunità?

Nuove osservazioni suggeriscono un possibile ruolo del sale da tavola nella produzione di cellule immunitarie che attaccano i tessuti del corpo.

NUTRIZIONE
sale patologie autoimmuni

Sale da tavola: un fattore di rischio alimentare nelle patologie autoimmuni? È questa l’ipotesi avanzata indipendentemente da una serie di ricercatori e presentata sulla rivista Nature.

Distinti studi hanno infatti potuto dimostrare l’effetto del comune sale da tavola sull’attivazione e la proliferazione delle cellule TH17, un tipo cellulare immunitario coinvolto nei processi infiammatori a carico dei tessuti dell’organismo.

Nonostante gli intensi tentativi di riprodurre in laboratorio i processi molecolari che conducono all’attivazione di questa categoria di cellule, il fatto che il semplice sale da tavola sia in grado di agire come innesco degli stessi meccanismi che avvengono nel corso delle patologie sembrerebbe piuttosto beffardo.

In un primo studio, i ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno osservato che coltivando cellule indifferenziate in presenza di concentrazioni elevate sale era possibile produrre continuamente cellule del tipo TH17. Non solo, un secondo gruppo di autori ha potuto dimostrare che l’assunzione di sale era in grado di alterare il corso della patologia nell’animale. Quando l’animale affetto da sclerosi multipla, una patologia ad eziologia autoimmunitaria, veniva alimentato con una dieta eccessivamente salata, la malattia progrediva più rapidamente.

Risultati interessatnti, a detta della comunità scientifica, ma non ancora abbastanza per poter affermare l’esistenza di un reale contributo del sale alle patologie autoimmuni nell’uomo. Tuttavia, quest’osservazione potrebbe costituire un motivo in più per controllare l’apporto di sale nella dieta.

Source:Katherine Harmon Salt linked to autoimmune diseases. Nature | News