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martedì 4 febbraio 2014

Sodio e potassio: consumi scorretti negli ipertesi nostrani

L’assunzione di sodio e potassio frequentemente sorpassa e non raggiunge nei soggetti ipertesi, rispettivamente, i livelli stabiliti dalle linee guida alimentari. Questa la situazione italiana.

NUTRIZIONE
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Sodio e potassio, due micronutrienti fondamentali per l’organismo, possono costituire un rischio per la salute se non introdotti nelle corrette quantità attraverso l’alimentazione.

Questa situazione rappresenta un rischio particolarmente significativo nei soggetti che presentano un disordine ipertensivo, in quanto un inadeguato apporto dei due micronutrienti può costituire un ulteriore fattore di rischio per la salute del sistema cardiovascolare.

Errori significativi, in questo senso, vengono commessi con estrema frequenza nel nostro paese, secondo quanto riporta un recente studio multicentrico  coordinato dai ricercatori del MINISAL-GIRCSI Program Study Group. Questo dato è emerso dall’analisi di oltre 1200 individui affetti da ipertensione reclutati in 47 centri ospedalieri dalla Società Italiana di Ipertensione.

Gli autori della pubblicazione, hanno infatti potuto riscontrare che il consumo giornaliero di sodio era decisamente superiore al livello quotidiano raccomandato (5 g) sia negli uomini (10.1  g) che nelle donne (8.1) affette dal disordine.

Al contrario, l’assunzione di potassio non raggiungeva il livello raccomandato nel 92 e nel 95% degli uomini e delle donne, rispettivamente. Un ulteriore dato significativo consisteva nel fatto che il livello di consumo di sodio correlava con il valore dell’indice di massa corporea (BMI) dei pazienti, indicando una pericolosa combinazione tra l’eccessiva assunzione del minerale e dell’obesità nel favorire lo stato ipertensivo.

Source:Galletti F, Agabiti-Rosei E, Bernini G et al. Excess dietary sodium and inadequate potassium intake by hypertensive patients in Italy: results of the MINISAL-SIIA study program. J Hypertens. 2014 Jan