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lunedì 4 aprile 2016

Allo studio una legge per la dieta mediterranea

Presentato alla commissione Agricoltura del Senato un disegno di legge per valorizzare la dieta mediterranea.

NUTRIZIONE
mediterranea

Prevede di istituire una giornata nazionale, la definizione della dieta stessa con tanto di logo per identificare i prodotti. E attività formative e divulgative con progetti didattici mirati negli istituti scolastici. "Non è marketing ma fatto culturale"

La buona tavola come fatto totale: salute, benessere, cultura, convivialità, stile di vita (e longevità).
La 
dieta mediterranea è celebrata in tutto il mondo come esempio di alimentazione sana ed equilibrata,consacrato nel 2010 dall'Unesco quale "Patrimonio immateriale dell'umanità". Immateriale fino a un certo punto, per gli italiani che fin da quando sono in fasce ne hanno imparato a conoscere benefici e piaceri. Ma a tutt'oggi manca una previsione normativa all'altezza di questo asset nazionale. A colmare la lacuna interviene un ddl all'esame della commissione Agricoltura del Senato (prima firmataria Leana Pignedoli, Pd) presieduta da Roberto Formigoni, che è anche relatore. 

Ma cosa prevede il ddl? Intanto, c'è la definizione di "dietamediterranea" come "l'insieme di pratiche tradizionali, conoscenze e competenze, che vanno dal paesaggio all'alimentazione, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo, caratterizzato da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, tramandato di generazione in generazione, che costituisce un senso di appartenenza e di continuità per le popolazioni coinvolte". L'obiettivo del ddl è di promuovere sani stili di vita, basati sulla dieta mediterranea come modello di corretta alimentazione, in chiave di prevenzione delle malattie legate alla nutrizione. E di favorire la diffusione dell'impiego dei prodotti e delle specialità della dieta mediterranea nei sistemi di ristorazione collettiva, e in particolare nelle mense scolastiche, elaborare modelli innovativi di attrazione economica e turistica per la fruizione dei prodotti della dieta mediterranea all'interno degli specifici contesti paesaggistici e storico-culturali dei territori di provenienza. 

L'idea è poi di creare attività formative e divulgative sulla dieta mediterranea con progetti didattici mirati negli istituti scolastici. Il ddl prevede l'istituzione di un Fondo per la valorizzazione della dieta mediterranea, oltre a misure per la relativa promozione a livello di mense scolastiche. L'art.4 istituisce, inoltre, la Giornata nazionale della dieta mediterranea - Patrimonio dell'umanità" da celebrarsi ogni 16 novembre (data della proclamazione Unesco nel 2010) nelle regioni e nelle Province autonome. Così nel Paese delle migliaia di leggi nel giro di pochi mesi potrebbe vedere la luce una normativa sulla dieta mediterranea in grado di valorizzarne la portata, più che le portate, che da secoli si difendono da sole.

"Speriamo di arrivare entro i prossimi mesi a licenziare il testo per l'aula", spiega Pignedoli che segue da vicino il testo, da unificare con quello depositato dal collega dem Salvatore Tomaselli. I lavori hanno scontato la complessità di una serie di approfondimenti, documentato dalle numerose audizioni svolte, e, alla luce di queste ultime, si è arrivati a ripensare lo spirito del provvedimento, che istituisce, fra l'altro, la Giornata nazionale della dieta mediterranea. "Ci siamo resi conto - spiega la senatrice - che va promossa la dieta mediterranea come stile di vita, più che come 'certificazione' in chiave di marketingdi prodotti o aree di riferimento. E' chiaro, infatti, che se si potessero indicare dieci prodotti che identificano la dieta mediterranea sarebbe tutto più facile".

"Invece - prosegue Pignedol i- parliamo di una grande complessità di prodotti e ingredienti che interagiscono come quantità e qualità. La dieta in questione, insomma, in primo luogo ha una dimensione culturale" quasi di filosofia di vita e dello stare insieme.
"Ci stiamo orientando, quindi - spiega - più su un logo che identifichi certe iniziative anziché su una certificazione che sarebbe macchinosa e foriera di complicazioni burocratiche". Oltreché, probabilmente, di inarrestabili guerre campanilistiche. Clima bellicoso che, al contrario, in commissione non sembra affatto prevalere. 
"Maggioranza e opposizioni si confrontano con una certa serenità" assicura la senatrice, su come mandare in porto nel modo migliore un ddl che, come pochi, sarebbe in grado di unificare le forze politiche nel segno della difesa della tradizione e della specificità della gastronomia italica.
A individuare le peculiarità della dieta nostrana fu il fisiologo americano Ancel Keys che condusse, a partire dagli anni Quaranta, studi tesi ad individuare legami tra l'alimentazione umana e la salute fisica degli individui, ed in particolare i riflessi dell'alimentazione sulle patologie cardiovascolari e sul tasso di colesterolo nel sangue, patologie assai diffuse negli Stati Uniti. Keys riscontrò gli effetti benefici dell'alimentazione basata più su verdure, frutta, carboidrati e grassi vegetali che su carne e prodotti caseari. Insieme ad altri scienziati prese parte al "Seven Countries Study" (su 12mila persone tra i quaranta e i cinquantanove anni, in Italia, Grecia, Stati Uniti, Finlandia, Giappone, Paesi Bassi e Jugoslavia. Gli studi proseguirono in particolare a Nicotera (Vibo Valentia), Crevalcore (Emilia), Montegiorgio (Marche), Pioppi (Pollica), nel Cilento, dove Keys continuò a vivere, insignito, nel 2004, della Medaglia al merito alla salute pubblica dello Stato italiano. 

Source:L'Espresso