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martedì 5 maggio 2015

Dieta e IBS

Il ruolo della dieta nella fisiopatogenesi della sindrome dell'intestino irritabile (IBS) non è ancora ben chiaro e spesso viene confusa con la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS).

NUTRIZIONE
colon

Non ci sono prove convincenti che i pazienti affetti da IBS soffrano di un’allergia/intolleranza al cibo, e non ci sono prove definitive che il glutine sia la causa della sensibilità al glutine non celiaca (NCGS). I componenti del grano che provocano i sintomi nella NCGS sembrano essere i carboidrati. I pazienti con NCGS appaiono spesso come i pazienti con IBS che si auto-diagnosticano e si trattano arbitrariamente con una dieta priva di glutine. I sintomi dell’IBS sono scatenati dal consumo di oligo, di-, monosaccaridi e polioli (FODMAPs) e fibre insolubili, scarsamente assorbiti. Raggiunto l’intestino tenue e il colon distale, i FODMAPS e le fibre insolubili, aumentano la pressione osmotica nel lume intestinale e forniscono un substrato per la fermentazione batterica, con conseguente produzione di gas, distensione addominale e dolore addominale. Di fatto una dieta povera di FODMAPS e fibre insolubili riduce i sintomi e migliorare la qualità della vita nei pazienti con IBS. Inoltre, cambia favorevolmente il microbiota intestinale e ripristina le anomalie nelle cellule endocrine gastrointestinali. È stato dimostrato che le cellule endocrine gastrointestinali che producono ormoni che regolano l'appetito e l'assunzione di cibo sono anormali nei pazienti con IBS. Sulla base di queste anomalie i pazienti con IBS possono essere trattati limitando l'assunzione di FODMAPs e di fibre insolubili in combinazione con probiotici e con l'esercizio fisico regolare.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25880820
Nutr J. 2015 Apr 14;14(1):36. [Epub ahead of print]
Diet in irritable bowel syndrome.