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martedì 5 giugno 2012

Vitamina D3 più efficace della D2

La vitamina D3 (colecalciferolo) sembra possedere qualità biologiche superiori alla forma D2 in quanto presenterebbe una permanenza in circolo più prolungata.

vitamina D

La vitamina D è un pro-ormone assimilabile con l’alimentazione e prodotto mediante sintesi endogena. Esistono, infatti, due forme della vitamina: D2 (ergocalciferolo) e D3 (colecalciferolo), la prima di origine vegetale, la seconda sintetizzata a livello cutaneo per azione della luce ultravioletta a partire dalla molecola di deidrocolesterolo. Attualmente sono disponibili supplementi di entrambe le forme della vitamina.

I due composti presentano strutture molecolari pressoché identiche, eccetto per la presenza di ramificazioni laterali che, tuttavia, non incidono sulla funzione. Entrambe le molecole non possiedono di per sé attività biologica ma richiedono una serie di modificazioni enzimatiche per raggiungere la forma attiva.

La prima fase di modificazioni avviene nel fegato, dove le vitamine D2 e D3 sono convertite nel composto 25-idrossivitamina D (25(OH)D). Successivamente, nel rene un enzima simile converte la 25(OH)D in 1,25-diidrossivitamina D2 o D3 (calcitriolo). Questa è la forma attiva del composto, in grado di esercitare importanti effetti sistemici come la regolazione della concentrazione sierica di calcio e ione fosfato ottenuta mediante il controllo dell’assorbimento intestinale, escrezione renale e mobilitazione dal compartimento osseo.

Per quanto i due composti subiscano processi enzimatici simili si ipotizza una diversa efficacia per le due forme (D2 e D3) nel contribuire alla concentrazione di 25(OH)D nel circolo. Una spiegazione di questo fenomeno sembra dipendere dalla diversa affinità che le due forme possiedono per il recettore della vitamina, il cui legame è cruciale per prevenire l’inattivazione del composto. Inoltre, si ritiene che il colecalciferolo (D3) sia il substrato preferenziale dell’enzima epatico e quindi il principale precursore del composto biologicamente attivo.

Un recente studio ha cercato conferma di queste osservazioni analizzando una serie di pubblicazioni relative a trials controllati che comparavano direttamente l’efficacia delle due forme, D2 e D3.

Il team congiunto di ricercatori della University of Surrey, Guildford, UK, University College London, University of Manchester e University of Toronto hanno potuto osservare che, indipendentemente dalla dose di somministrata, la forma D3 (colecalciferolo) era più efficace nell’aumentare i livelli di calcitriolo. I supplementi di colecalciferolo (D3) determinavano inotre una risposta più rapida rispetto a quanto era ottenibile con la forma D2. Gli autori hanno anche notato che a distanza di 12 settimane dall’interruzione della supplementazione, la forma 25(OH)D2 (ergocalciferolo) veniva degradata più rapidamente rispetto alla forma 25(OH)D3 (colecalciferolo),

Queste differenze vengono spiegate in termini di metabolismo della vitamina, con particolare riferimento ai passaggi enzimatici di idrossilazione che convertono il pro-ormone nella forma biologicamente attiva.

Le differenze strutturali, per quanto minime, potrebbero infatti influenzare il tasso di conversione del composto e l’affinità per il recettore. L’idrossilazione renale sembra infatti favorire la forma D3 (colecalciferolo), la quale resterebbe attiva per un tempo superiore e contribuirebbe dunque in modo più significativo alla concentrazione della vitamina nel siero. La forma D2, invece, subirebbe un’inattivazione anticipata, prima ancora di raggiungere le successive modifiche enzimatiche.

Source:Laura Tripkovic, Helen Lambert, Kathryn Hart et al.Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis 2012 American Society for Nutrition