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mercoledì 5 settembre 2012

Tante strade, un solo obiettivo

Approcci comportamentali diversi, basati sul controllo dell’alimentazione, assicurano simili risultati nella gestione dei disturbi del peso corporeo.

NUTRIZIONE
trattamento composizione corporea

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nutrition Journal è stato condotto dai ricercatori del dipartimento di nutrizione e scienze della nutrizione della University of Rhode Island.

Gli autori hanno confrontato l’impatto di tre distinti approcci alimentari. Tuttavia, ’intervento, della durata complessiva di 12 settimane, non si limitava al solo obiettivo fondamentale di favorire il controllo del peso corporeo, ma mirava anche a promuovere la qualità dell’alimentazione e la correzione dei fattori di rischio per patologie croniche. Gli autori hanno rivendicato il primato nel design dello studio, poiché analizzava le distinte variabili nel contesto di un programma multidisciplinare.

Il programma ha coinvolto 19 uomini e 138 donne rispettivamente di età media 38 e 31 anni sedentari oppure sovrappeso e obesi ma sani, i quali hanno partecipato a sessioni di gruppo settimanali seguite o da una strategia comportamentale per il controllo delle porzioni del cibo, per la promozione di un’alimentazione a bassa densità energetica o di piani dietetici a basso indice glicemico.

I ricercatori hanno quindi condotto una serie di misurazioni antropometriche all’inizio dello studio e al suo termine, misurando anche la composizione corporea e ottenendo la compilazione di diari alimentari. Inoltre sono stati registrati i seguenti parametri: pressione arteriosa, profilo lipidico totale, resistenza all’insulina mediante test HOMA, livelli di proteina C reattiva, glicemia a digiuno e concentrazione dell’insulina. I dati sono stati quindi analizzati attraverso ripetute analisi della varianza.

I ricercatori hanno potuto osservare che tutti i gruppi di trattamento riducevano significativamente il proprio peso corporeo e presentavano anche un miglioramento della composizione corporeae delle componenti della sindrome metabolica, anche se i livelli di lipoproteine a elevata densità si riducevano parzialmente in tutti i soggetti. Complessivamente, le calorie introdotte con l’alimentazione, la percentuale di grassi e grassi saturi diminuiva, mentre aumentava l’assunzione di proteine. Tuttavia, non sono state rilevate differenze significative tra i tre gruppi per quanto riguarda le variabili relative alla composizione corporea, della qualità dell’alimentazione o componenti della sindrome metabolica.

In conclusione, gli autori hanno fatto notare come distinti approcci alimentari possano produrre simili miglioramenti del profilo biochimico-ormonale e corporeo nei soggetti sovrappeso e obesi. Queste strategie permettono dunque una certa flessibilità nei trattamenti, lasciando così un ampio grado di libertà di intervento da parte degli specialisti medici in risposta alle preferenze espresse dal paziente.

Source:Melanson KJ, Summers A, Nguyen V et al. Body composition, dietary composition, and components of metabolic syndrome in overweight and obese adults after a 12-week trial on dietary treatments. Nutr J. 2012