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martedì 5 settembre 2017

Nutrizione vegetariana e cuore: non tutti i cibi vegetariani lo aiutano

Uno studio della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston ha recentemente evidenziato il ruolo spesso sbilanciato delle diete vegetariane, dal punto di vista di salute cardiocircolatoria. Le diete vegetariane riducono, ed è vero, il rischio di cardiopatia, ma non tutti gli alimenti che rientrano in questa categoria producono questo benefico effetto. E così i vegetariani che consumano molti cereali e zuccheri raffinati potrebbero avere molta più probabilità di sviluppare cardiopatie rispetto a coloro che seguono diete con un minimo quantitativo minimo di questi alimenti.

NUTRIZIONE
imm2Lo studio è stato pubblicato dal Journal of the American College of Cardiology, ed é stato così condotto: per indagare sul rapporto tra alimentazione vegetariana e salute cardiovascolare, sono stati analizzati i dati di tre studi precedenti in cui i pazienti erano stati intervistati sulla loro alimentazione a intervalli di pochi anni, individuando quanti di questi avessero sviluppato una cardiopatia. I tre studi avevano coinvolto un totale di 210.298 persone. In 20 anni, 8.631 avevano sviluppato una malattia delle coronarie.

Successivamente i ricercatori hanno diviso i partecipanti in 10 gruppi, a seconda di quanto strettamente avevano aderito a una dieta vegetariana. Le persone “più vegetariane” presentavano un rischio inferiore dell’8% di cardiopatia rispetto a quelle che seguivano un’alimentazione meno strettamente vegetariana. Per osservare più dettagliatamente gli effetti di questo regime alimentare, il team di ricerca ha confrontato gruppi di persone le cui diete prevedevano i cibi vegetariani più salutari  (come riso integrale, frutta, verdura e noci) con coloro che consumavano un quantitativo minimo di questi cibi. I primi presentavano il 25% in meno delle probabilità di sviluppare una cardiopatia rispetto a ai secondi. Al contempo, quelli che seguivano una dieta che includeva cibi vegetariani meno sani (cereali raffinati, bevande zuccherate, patate e dolci) avevano il 32% in più delle possibilità di sviluppare una cardiopatia rispetto ai soggetti che avevano ridotto al minimo questi alimenti.

Alla luce di questo, come altri studi, si evince quanto l’alimentazione possa influire con la salute del sistema cardiovascolare, così come per altre patologie; la nutrizione afferma la sua importanza come “trattamento” preventivo e di cura, e sempre più ha senso il termine “farmaco-alimento”. Tra gli approcci clinici e terapeutici, la metodologia Pneisystem si distingue da anni per il suo iter terapeutico sempre più specializzato in ambito di nutrizione clinica, in chiave antiinfiammatoria e antiossidante, ottenendo risultati evidenti.

Nella metodologia Pneisystem riveste infatti un ruolo primario la prevenzione incentrata sulla  gestione degli stili di vita, di primaria importanza nella genesi di patologie croniche. In particolare la Pnei System Academy ha come mission la divulgazione del concetto di terapia incentrata su 4 pilastri fondamentali:

- Ottimizzare le risorse psichiche attraverso l’apprendimento delle tecniche più moderne di gestione dello stress.
- Insegnare come compilare una dieta personalizzata in chiave antiossidante e antinfiammatoria
- Potenziare l’asse psico-immunologico attraverso il movimento, in particolare la danza (Pneisystem Equilibrium Dance)
- Saper selezionare i migliori integratori/ fitoterapici/nutraceutici/principi della low dose medicine e comporre un piano terapeutico centrato sulla persona.
 
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