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martedì 10 luglio 2012

Pasti frequenti, poco efficaci nei bambini in sovrappeso

Aumentare la frequenza alimentare non sembra una strategia adatta nel sovrappeso infantile.

OBESITÀ INFANTILE
Frequenza alimentare

Aumentare la frequenza dei pasti. Questa soluzione sembra produrre effetti benefici negli individui adulti che lottano per la ridurre e controllare il proprio peso corporeo. Ma vale lo stesso per i pazienti più giovani?

Secondo i ricercatori inglesi delle Università di Norwich e Cambridge, questa strategia sarebbe largamente inefficace nel sovrappeso infantile, o meglio, beneficerebbe solamente qui bambini e adolescenti che già presentano un profilo metabolico sano.

L’impatto della frequenza alimentare sulla regolazione del metabolismo è oggetto di investigazione da molto tempo, ma il beneficio derivante dal consumo di piccoli ma più frequenti pasti resta ancora una questione largamente dibattuta e ben distante da una risoluzione.

Secondo gli esperti, il cosiddetto “nibbling”, letteralmente mordicchiare, ossia distribuire l’alimentazione in cinque o più pasti quotidiani, permetterebbe di massimizzare il metabolismo favorendo così il consumo energetico e dunque il controllo del peso corporeo. Al contrario, la pratica del “gorging” - ingozzarsi - produrrebbe effetti metabolici deleteri, principalmente a causa di un pericoloso aumento dei livelli di insulina e lipidi plasmatici post-prandiali. L’insulina è infatti nota stimolare la lipogenesi, cioè la deposizione di grasso nel tessuto adiposo ed anche nelle pareti dei vasi arteriosi.

L’effetto protettivo raggiungibile in seguito ad una maggiore frequenza dei pasti sarebbe possibile proprio grazie ad una modulazione della risposta degli ormoni metabolici, primo fra tutti, appunto, l’insulina. Numerosi studi hanno infatti dimostrato la presenza di livelli plasmatici di insulina inferiori nei soggetti che consumano un numero superiore di pasti giornalieri.

Un’ulteriore spiegazione biologica dell’effetto benefico consisterebbe nell’aumento generale della termogenesi corporea associato ad una frequenza alimentare maggiore. Tuttavia, questa evidenza resta dibattuta poiché non è stato possibile differenze nella spesa energetica nelle due pratiche alimentari.

Nel presente studio, gli autori hanno esaminato i dati relativi ad oltre 1,700 bambini di età tra 9 e 10 anni, dei quali erano disponibili dettagliate informazioni cliniche e comportamentali legate alle abitudini alimentari. Per l’analisi i ricercatori hanno utilizzato il rapporto vita fianchi come criterio di classificazione della condizione corporea dei pazienti, poiché questo parametro antropometrico risulta particolarmente informativo del rischio metabolico.

Ebbene, dallo studio è emerso che l’aumento della frequenza alimentare beneficiava unicamente i bambini di peso sano, ma non quelli sovrappeso e obesi. In seguito alla correzione per le calorie giornaliere introdotte e i livelli di attività fisica, gli autori hanno potuto osservare per ogni aumento nel numero delle occasioni dei pasti un miglioramento significativo del peso corporeo, dell’indice di massa corporea (BMI) e della circonferenza in vita solo nei bambini di peso normale.

Inoltre, il confronto delle categorie agli estremi della frequenza alimentare ha rivelato una significativa relazione positiva tra il numero di pasti giornalieri e il consumo totale di frutta e verdura ed una relazione inversa con il consumo di grassi a colazione. Questi effetti non venivano invece osservati nei bambini in sovrappeso e obesi.

Pur non avendo dimostrato alcun beneficio della maggiore frequenza alimentare nei bambini sovrappeso, lo studio ha comunque confermato gli effetti dei comportamenti alimentari sull’adiposità corporea e sottolinea dunque la necessità di sviluppare nuovi interventi capaci di mediare positivamente gli effetti della dieta sulla salute.

Source:Amy Jennings, Aedín Cassidy, Esther M.F. van Sluijs et al. Associations Between Eating Frequency, Adiposity, Diet, and Activity in 9–10 year old Healthy-Weight and Centrally Obese Children Obesity (2012)