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giovedì 11 luglio 2013

Calcio, minerale indispensabile per la salute ossea

L’apporto nutrizionale del calcio influisce sulla salute ossea. Tuttavia, il suo consumo richiesto può variare nelle diverse fasce di età.

nutraceutica
calcio ossa

Tra le innumerevoli funzioni fisiologiche alle quali partecipa il calcio, un fondamentale ruolo riguarda la costituzione del tessuto osseo.

Oltre il 99% del minerale presente a livello dell’organismo è infatti contenuto nel sistema scheletrico e il suo apporto alimentare è proprio cruciale nel definire la densità minerale ossea e dunque la resistenza meccanica delle ossa. A seguito del cosiddetto raggiungimento del picco di massa ossea, attorno ai 20 – 30 anni, si produce una costante perdita del minerale dai depositi ossei, la quale richiede un costante apporto attraverso la dieta.

Una carenza alimentare di calcio può produrre situazioni di incompleto raggiungimento di una corretta densità minerale e quindi predisporre ad un maggiore rischio di patologie da fragilità ossea, prima fra tutte l’osteoporosi, una condizione che affligge prevalentemente il sesso femminile in risposta alle variazioni dei livelli ormonali che accompagnano la menopausa, ma può interessare anche gli uomini, spesso come conseguenza di abitudini insalubri quali eccessivo consumo di alcol, fumo e sedentarietà.

Può esistere infine una predisposizione genetica per un’accelerata perdita di osso ed anche alcune terapie farmacologiche possono causare come effetto collaterale il riassorbimento della matrice minerale.

A questo si aggiunge il ruolo della vitamina D, un ormone fondamentale per l’assorbimento del calcio alimentare, la cui insufficienza può produrre manifestazioni cliniche simili alla carenza del minerale stesso. E’ quindi imprescindibile mantenere sotto controllo lo stato di questi due elementi attraverso l’alimentazione, sia durante la crescita, sia in età adulta, in modo da bilanciare la perdita fisiologica e quella stimolata da condizioni patologiche o altre circostanze.

Le raccomandazioni alimentari per l’assunzione del calcio, elaborate dal Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) e in via di pubblicazione, suggeriscono, tuttavia, differenti valori di assunzione ottimale del minerale negli adulti, prevalentemente in dipendenza della fascia di età, e complessivamente più elevati rispetto a precedenti linee guida.

Inoltre, è chiaro che specifiche categorie di individui caratterizzati da particolari stati fisiologici sono a rischio di un’assunzione inadeguata di calcio. Prime fra tutti, le donne in post-menopausa, seguite dai soggetti allergici a latte e lattosio che non hanno accesso ad una fondamentale fonte del minerale ed, infine, gli individui che si attengono a regimi alimentari particolari quali l’ovo-vegetarianesimo e la dieta vegana che non prevedono prodotti lattiero-caseari.

Source:Società italiana di nutrizione umana (Sinu)