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mercoledì 12 febbraio 2014

Malattie gastrointestinali nell’infanzia: a rischio sviluppo e alimentazione

La presenza di patologie gastrointestinali nell’infanzia può compromettere lo sviluppo del bambino, favorire l’obesità e influire negativamente sulle abitudini alimentari.

OBESITÀ INFANTILE
malattie gastrointestinali pediatria

Bambini e patologie gastrointestinali: un problema diffuso ma speso poco analizzato. Numerose condizioni possono infatti interessare la popolazione pediatrica, ma non sempre si conosce la loro presentazione e i possibili rischi nel lungo termine ad esse associati.

A fare il punto sulla prevalenza, la presentazione e i rischi associati a queste condizioni sono i ricercatori scozzesi del Royal Hospital for Sick Children di Glasgow, i quali hanno esaminato numerose caratteristiche antropometriche e alimentari in una popolazione di giovani pazienti fornendo così un quadro generale su alcuni aspetti epidemiologici di fondamentale interesse.

Lo studio ha concentrato l’attenzione sulle patologie gastrointestinali più diffuse nella popolazione pediatrica - malattia di Crohn, colite ulcerosa e morbo celiaco.

Il primo dato a emergere dallo studio è il fatto che i bambini affetti dalla malattia di Crohn presentano, in media, un peso corporeo sensibilmente inferiore alla media, un dato che potrebbe correlare con la difficoltà nell’alimentazione.

Diversamente, l’obesità si presentava con un’incidenza pari a 19% nei pazienti affetti da colite ulcerosa, solo in maniera leggermente superiore, ma pur sempre significativa, rispetto a quanto osservato nella popolazione pediatrica sana (15%).

Una seconda importante osservazione dello studio consisteva nel fatto che i bambini affetti da malattia di Crohn sono esposti ad un significativo rischio di compromissione delle abitudini alimentari, in particolare per quanto riguarda l’assunzione di micronutrienti quali vitamine (vitamina B6, riboflavina) e il minerale calcio.

Anche in questo caso l’influenza sulla dieta sembrerebbe derivare dall’impatto della malattia sulle abitudini alimentari. Non solo, questi soggetti presentavano anche un’ulteriore dato negativo legato all’alimentazione, e cioè un minore apporto di prodotti latticini, pesce, frutta e verdura rispetto ai coetanei sani ma anche un maggiore consumo di derivati della carne, bevande zuccherate e “cibo spazzatura”.

Lo studio ha dunque fornito nuove evidenze dell’impatto di alcuni disordini gastrointestinali sulla composizione corporea e sullo stile di vita dei bambini, rivelando così l’esistenza di importanti fattori di rischio per la compromissione dello sviluppo e la possibile incidenza di malattie croniche in età adulta.

Source:M Tsiountsioura, J E Wong, J Upton et al. Detailed assessment of nutritional status and eating patterns in children with gastrointestinal diseases attending an outpatients clinic and contemporary healthy controls European Journal of Clinical Nutritio