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martedì 13 ottobre 2015

Contro il diabete2, niente glucidi. Ovvio, ma…

Una revisione sistematica degli effetti di diete a bassissime calorie

NUTRIZIONE
imm4Recentemente,  gli effetti della dieta a bassissimo contenuto calorico (VLCD) nelle persone con diabete di tipo 2 sono stati sottolineati e valutati.  

I risultati ottenibili attraverso le VLCD dipendono sicuramente dalla restrizione calorica ma soprattutto dal reset degli elementi chiave del metabolismo energetico, il riequilibrio dell’attività insulinica e dei meccanismi di regolazione della fame e della sazietà.

Le VLCD risultano articolate in tre momenti distinti e successivi:

1.      fase di dimagrimento in chetogenesi controllata
2.      fase di transizione nella quale si assiste a una progressiva rieducazione alimentare del paziente
3.      fase di mantenimento del peso raggiunto attraverso il modello dietetico della dieta mediterranea

Un gruppo di ricercatori inglesi ha effettuato una revisione sistematica per studiare gli effetti di VLCD sulla emoglobina glicata (HbA1c), il peso e il profilo di rischio cardiovascolare, così come la  sicurezza e la tollerabilità tra le persone con diabete di tipo 2.

Sono state analizzate le banche dati scientifiche più autorevoli (Cochrane Database of Systematic Reviews, Centre for reviews and Dissemination databases, Medline, Embase, Pubmed, Web of Science, Web of Knowledge and Turning Research into Practice (TRIP)) e sono stati inclusi tutti gli studi che coinvolgessero VLCD e diabete pubblicati fino a dicembre 2013.

Le misure di outcome sono peso, HbA1c, glicemia a digiuno, insulina a digiuno, profilo lipidico, pressione sanguigna, sicurezza e tassi di abbandono.
17 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione nella revisione sistematica.

La durata della VLCD variava da 5 giorni a 6 mesi e la durata del follow-up variava da 8 giorni a 5 anni. La fascia d'età dei pazienti andava dai 14 a1 59 anni di età.

La perdita di peso media era 13.2kg (da 4,1 a 24 kg). La riduzione media di HbA1c è stata dell'1,4% (0,1-3,1%). Tre studi hanno riportato una significativa riduzione delle dosi giornaliere di insulina. Tutti gli studi che hanno riportato il profilo di rischio cardiovascolare hanno mostrato una significativa diminuzione del colesterolo totale e della pressione sistolica e diastolica dopo VLCD. Tutti gli altri studi hanno dimostrato che la diminuzione della pressione sanguigna e del colesterolo totale non si verificava solo durante la dieta, ma si manteneva nel follow-up.

I tassi di abbandono variavano dal 4,7% al 33% e sembravano essere più bassi durante la fase di intervento attivo rispetto al periodo di follow-up.

Questa recensione ha dimostrato che la VLCD nelle persone con diabete 2 è associata a una significativa perdita di peso, alla riduzione del glucosio nel sangue e al miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare, con alta tollerabilità e buoni risultati di sicurezza.

Il miglioramento glico-metabolico avviene rapidamente dopo una modesta perdita di peso, suggerendo che la restrizione calorica possa agire attraverso differenti meccanismi:

1.      riduzione dell’output epatico del glucosio
2.      miglioramento dell’azione insulinica a livello sia epatico sia dei tessuti periferici
3.      aumento della secrezione di insulina

Tutti insieme, questi effetti contribuiscono al miglioramento del controllo glicemico.

Inoltre, l’aumento dell’insulino-resistenza a livello degli epatociti e dell’intero organismo è correlato alla steatosi epatica non alcolica. Alcuni autori hanno osservato che il ripristino dell’insulino-sensibilità durante una VLCD potrebbe essere dovuto proprio alla significativa riduzione del deposito lipidico intraepatico. La lipolisi avviene dove sono stipati i trigliceridi!


Autori: Sellahewa L, Khan C, Lakkunarajah S, Idris I.
Fonte: Curr Diabetes Rev. 2015 Oct 5.
Link della fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26435354