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mercoledì 13 novembre 2013

Carenza di vitamina D: quale ruolo nei disturbi mentali?

L’insufficienza nei livelli di vitamina D potrebbe costituire un fattore di rischio nello sviluppo dei disordini psicotici. Nuove evidenze da studio inglese.

PSICHIATRIA
psicosi vitamina D

Tra i molteplici ruoli svolti dalla vitamina D nell’organismo, particolare attenzione è rivolta attualmente al suo effetto neuroprotettivo. Innumerevoli studi osservazionali hanno infatti riportato una diretta correlazione tra l’insufficienza cronica nei livelli di questo pre-ormone e la presenza di disordini psicotici.

Ciò che non resta, invece, del tutto chiaro è il ruolo svolto da questa condizione nell’insorgenza dei disturbi mentali.

Per fare luce su questo dubbio, i ricercatori del dipartimento di psichiatria del King's College di Londra hanno allestito uno studio nel quale venivano analizzati i livelli della vitamina e la sua eventuale insifficienza in un gruppo di pazienti che presentava un primo episodio di psicosi, generalmente considerato come evento iniziale della manifestazione clinica dela schizofrenia. 

Chiaramente, i ricercatori hanno potuto riscontrare che la biodisponibilità della vitamina era sigificativamente inferiore nei pazienti rispetto ad quanto veniva osservato in un gruppo di individui controllo. L’associazione era decisamente più marcata nelle situazioni in cui si registrava un’insufficienza clinica della vitamina.

Una possibile spiegazione di queste osservazioni sarebbe appunto legata all’effetto neuroprotettivo svolto dalla vitamina D, e quindi una scarsa disponibilità durante lo sviluppo potrebbe costituire un pericoloso fattore di rischio per la psicosi. Non solo, poichè l’insorgenza dei disordini mentali contribuisce significativamente ad un peggioramento di svariati aspetti dello stile di vita, primo fra tutti l’alimentazione, questa situazione potrebbe portare ad una ingravescente condizione caratterizzata da una deficienza cronica e profonda della sostanza, contribuendo così alla progressione della malattia mentale.

Tuttavia, studi aggiuntivi sarebbero necessari per confermare queste preliminari osservazioni ed, eventualmente, per permettere la messa a punto di strategie di intervento mirate alla correzione delle abitudini alimentari nei soggetti a rischio.

Source:Matthieu Crews, John Lally, Poonam Gardner-Sood et al. Vitamin D deficiency in first episode psychosis: A case–control study Schizophrenia Research