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lunedì 14 aprile 2014

Pubblicità e cibo: a rischio i bambini

Studio canadese rivela un’eccessiva esposizione dei bambini alla pubblicità su cibo e bevande ipercaloriche, nonostante l’esistenza di misure adeguate per prevenire tale comunicazione.

OBESITÀ INFANTILE
bevande bambini

Quanto sono protetti i bambini dai messaggi pubblicitari riguardanti bevande e cibi ipercalorici? Non abbastanza. Secondo un recente studio canadese, nonostante l’esistenza di un preciso regolamento nazionale, i bambini subirebbero un vero e proprio ”bombardamento” pubblicitario sul cibo, considerato in parte responsabile dell’attuale incidenza dei disordini del peso corporeo nell’infanzia.

I risultati giungono dai ricercatori dell’University of Ottawa, i quali hanno potuto accedere ai dati relativi alla programmazione di spot di natura alimentare sui principali canali di televisione generalista e per bambini delle città di Vancouver e Toronto.

In particolare, gli autori erano interessati ad analizzare l’impatto di un regolamento recentemente implementato, il Canadian Children’s Food and Beverage Advertising Initiative (CAI), volto a ridurre l’esposizione dei bambini a tali messaggi pubblicitari.
I ricercatori hanno quindi esaminati i dati relativi sulla propaganda pubblicitaria relativa a 11 categorie alimentari forniti dall’agenzia Nielsen Media Research nel 2006, 2009 e 2011.

Dallo studio è così emerso un aumento significativo, pari al 44%, nel numero di spot su cibo e bevande emessi sulla televisione di tipo generalista. Al contrario era possibile una tangibile riduzione delle emissioni di tale pubblicità (4,5%) sulle TV destinate a un pubblico d’infanzia. In generale, su tutti i canali considerati era possibile osservare un significativo aumento di reclame con oggetto snack e yogurt.

Nonostante un'apprezzabile riduzione dei messaggi pubblicitari a sfondo alimentare lanciati sulle televisioni destinate ad un pubblico infantile, lo studio ha tuttavia evidenziato un pericoloso aumento nella programmazione di pubblicità di questo tipo sulle televisioni generaliste, alla quale i bambini vengono inevitabilmente esposti e quindi potrebbe costituire un fattore in grado di influenzare le preferenze e scelte alimentari dei più giovani, decisamente più vulnerabili ai messaggi pubblicitari e, soprattutto, alle conseguenze di un’alimentazione scorretta.

Source:M Potvin Kent and A Wanless The influence of the Children’s Food and Beverage Advertising Initiative: change in children’s exposure to food advertising on television in Canada between 2006–2009 International Journal of Obesity