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martedì 14 luglio 2015

Come sta cambiando il mercato della nutrizione?

Ne parliamo con il Dott. Andrea Mazzocchini di Roma

NUTRIZIONE
imm3Dottor Mazzocchini, lei conosce da tempo le dinamiche della professione del nutrizionista. Come è cambiata la figura dal punto di vista professionale?

Prima di rispondere alla sua domanda, una doverosa premessa da fare  è quella che il termine Nutrizionista, secondo la normativa vigente, è un titolo di cui possono fregiarsi solo Medici, Biologi, Farmacisti e Dietisti; chiunque altro ne fa un abuso.  In particolare, il Biologo Nutrizionista può autonomamente elaborare e determinare diete nei confronti di soggetti sani, al fine di migliorarne il benessere e, solo previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuate dal Medico chirurgo, a soggetti malati.

Preciso tutto ciò  con la speranza che figure professionali non meglio identificate, che continuano a spacciarsi come Nutrizionista senza averne i titoli, possano essere sempre di più “messe ai margini” dai pazienti che, per la tutela della propria salute, farebbero bene a rivolgersi esclusivamente a professionisti accreditati del settore.

Ed ora veniamo nello specifico alla sua domanda.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una chiara evoluzione della figura del Nutrizionista.

Fino a circa 20 anni fa era il Medico ad occuparsi in maniera praticamente esclusiva di Nutrizione.

Escludendo i Servizi di Dietetica Ospedaliera dove la figura del Dietista ha sempre avuto, ed ha ancora, la sua naturale collocazione, negli ultimi decenni abbiamo assistito all’avvento di nuove figure  che sono emerse in maniera significativa  nell’ambito soprattutto dell’attività libero professionale.

Sto chiaramente parlando del Biologo Nutrizionista ed anche, seppur in misura minore, del Dietista.

Tali figure alternative al Medico hanno evidentemente saputo dare una risposta a domande che, spesso, il medico faticava a soddisfare. Sto parlando di tutto ciò che concerne le problematiche relative al comportamento alimentare, all’analisi delle errate abitudini di vita, alla componente motivazionale, etc.

L’approfondimento di tali aspetti esercita un sempre maggiore interesse nei pazienti, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, in cui si sente sempre più il bisogno di professionisti che sappiano prendersi cura di noi, oltre che curarci.

Il Medico, spesso per oggettiva mancanza di tempo nell’ambito della sua attività,  non riesce ad approfondire questi aspetti, ad esclusione chiaramente di quei Medici che hanno fatto  della Nutrizione la loro attività predominante.

In conclusione, a mio personale giudizio, il “lavoro di squadra” è quello che assicura i migliori risultati per il paziente: inquadramento clinico da parte del medico, approfondimento degli aspetti più strettamente comportamentali e nutrizionali da parte del Biologo e/o del Dietista.

Quali sono le esigenze di chi si occupa di nutrizione?

In una sola parola, soddisfare il paziente.

Tutto ciò per fargli raggiungere il risultato terapeutico sperato; risultato che deve essere adeguato  al suo stato di salute ed alle sue personali possibilità.

Il problema e la difficoltà del lavoro del Nutrizionista risiede proprio in questo, è che le strade per arrivare a ciò possono essere infinite, perché ogni paziente è diverso dall’altro sia per ciò che concerne la sua condizione  fisio/patologica di partenza, sia per ciò che riguarda il suo profilo psicologico ed emozionale.

Fatti salvi i presupposti teorici che ci vengono dagli insegnamenti di Scienza dell’Alimentazione e dai quali ogni Nutrizionista non deve mai prescindere, la difficoltà più grande è quella di capire realmente chi si ha di fronte, e modulare la proposta terapeutica ad hoc.

Oltre che Nutrizionisti, bisogna quindi essere dei veri e propri Psicologi.

Ho notato con piacere che negli ultimi anni sono significativamente aumentate le proposte formative che riguardano questo aspetto, sia a livello Universitario che non. Fra gli altri, Corsi e Master di Counseling Nutrizionale  fanno parte ormai del bagaglio formativo di ogni Nutrizionista e sono sempre più richiesti da parte dei professionisti del settore.

Tutto ciò sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa, ed è lo specchio di come si stia evolvendo negli ultimi anni la figura del Nutrizionista.

Non più solo quindi un Professionista che “ mi fa la dieta “, ma anche una persona che capisce le mie esigenze ed i miei problemi.

Il Nutrizionista non è un Matematico; seppur all’interno dei rigidi paletti della Scienza della Nutrizione, deve  dare la spinta giusta per far modificare le errate abitudini  di vita, che sono poi alla base dei problemi legati al cibo.

Quali sono gli strumenti che l’esperto in nutrizione ha per garantirsi la compliance del paziente?

Come ho detto in precedenza è la persona, in questo caso il Nutrizionista, che fa la differenza.

E’altrettanto  evidente che il Nutrizionista dovrà dotarsi, oltre che della sua Scienza e della sua intelligenza, anche degli strumenti tecnologici  che gli permetteranno di raggiungere fondamentalmente  due obiettivi.

Il primo obiettivo sarà quello di avere la certezza di valutare e gestire al meglio ed in sicurezza il paziente nell’ambito del suo percorso terapeutico; il secondo sarà quello che tale dotazione strumentale lo aiuti a motivare ulteriormente  il paziente, qualora ce ne fosse bisogno, durante tutto il suo periodo di cura.

Partendo dalla prescrizione e dalla valutazione dei parametri emato chimici del paziente, ed andando più nel dettaglio nell’ambito del suo inquadramento nutrizionale, non dovrebbero mai mancare un’accurata anamnesi alimentare per valutare gli errori più grossolani, ed anche  una valutazione di quello che è il rapporto più o meno sano che il paziente ha con il cibo in genere.

Possiamo facilmente, e con notevole rapidità, arrivare a tali risultati con l’utilizzo di software professionali ormai in commercio da molti anni; tali software professionali, che sono stati ampiamente validati, vengono continuamente aggiornati relativamente ai loro data base di riferimento (aggiornamento dei LARN, etc.).

Allo stesso tempo, ormai nessun Nutrizionista che si rispetti  può fare a meno di una valutazione accurata dello stato nutrizionale del paziente, relativamente alla sua composizione corporea; tale esigenza viene ampiamente soddisfatta da strumenti ormai anch’essi da tempo validati (Bioimpedenziometria in Multifrequenza, Plicometri professionali, etc.).

Di volta in volta, e sempre in relazione al diverso paziente che ci troveremo di fronte, sceglieremo l’indagine diagnostica maggiormente adatta al soggetto.

Il mio personale consiglio è quello di affidarsi a strumenti che siano da tempo sul mercato, e la cui Azienda produttrice ne assicuri l’adeguata  assistenza e soprattutto l’aggiornamento, in relazione alle nuove conoscenze che la ricerca scientifica ci mette a disposizione.

Una volta inquadrato il paziente, seguirà la proposta dietologica variamente configurata; il consiglio di utilizzare software professionali e di sicura provenienza è, se possibile, ancora più pressante rispetto al punto precedente.

Fra la miriade di proposte presenti sul mercato, la nostra scelta dovrà indirizzarsi verso chi, partendo da un’adeguata esperienza, saprà assicurarci un costante aggiornamento, che ci permetta di saper rispondere al meglio alle diverse e mutate esigenze dei pazienti.