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martedì 15 dicembre 2015

Funziona!

Effetto di una dieta sulla composizione corporea e il rischio cardiovascolare

NUTRIZIONE
imm1Sovrappeso e obesità sono una pandemia che va fermata grazie ad un approccio multidisciplinare.

Prevenire e curare l’obesità tramite la terapia alimentare permette di ridurre l’incidenza anche di altre patologie croniche correlate quali l’insulino-resistenza, la steatosi epatica non alcoolica, le malattie cardiovascolari.

Non è un segreto che una dieta abituale ricca di colesterolo e altri grassi sia collegata a gravi problemi di salute, tra cui elevati livelli di colesterolo nel sangue con la formazione di “placche di grasso” nelle arterie che danno origine all’aterosclerosi. Per approfondire, leggi tutto l’articolo su Nutri&Previeni.

E’ assodato che il comportamento alimentare insieme a un consumo eccessivo di zuccheri o grassi e uno stile di vita sedentario sono legati ad un aumento dell'obesità e delle sue comorbidità associate.

Uno studio ha indagato in particolare il ruolo del tipo di macronutrienti sui benefici per la salute specifici associati con la perdita di peso nel trattamento dell'obesità.

Hanno partecipato allo studio 30 donne obese (34.89 ± 3.04 kg / m2 e 43,3 ± 5,34 anni) che sono state trattate con un approccio terapeutico interdisciplinare per cambiare stile di vita, che consisteva di consulenza nutrizionale, esercizio fisico e terapia psicologica per un periodo di 26 settimane.

Si sono controllate le variazioni antropometriche e la composizione corporea mediante analisi impedenza bioelettrica (BIA).

L'assunzione di cibo al solito è stata valutata tramite la compilazione di diari alimentari su 3 giorni e gli esami del sangue sono stati utilizzati per determinare i parametri metabolici e le adipochine.

Dopo la terapia, vi era una riduzione significativa di tutte le variabili antropometriche e di composizione corporea. L’intake alimentare si è ridotto, pur fornendo un adeguato apporto di nutrienti.

C'è stato un miglioramento significativo del colesterolo LDL, PAI-1, la leptina, CRP, ICAM-1, e VCAM-1. Una riduzione dell’apporto con la dieta di carboidrati e di grassi ha portato alla perdita di peso.

L'effetto della riduzione dei carboidrati sulla perdita di peso è correlato a variazioni di composizione corporea e leptina.

L’effetto della riduzione di assunzione dei grassi ha modificato il processo infiammatorio e il rischio cardiovascolare, indicando i grassi alimentari come fattore predittivo indipendente della presenza nel plasma di molecole di adesione cellulare.

Pertanto, la riduzione del consumo di grassi alimentari ha avuto un maggiore impatto sul processo infiammatorio negli individui obesi.

In Italia, il 33% della popolazione è sovrappeso e il 10% è obesa. Tradotto in pazienti, in Italia ci sono 20 milioni di persone che necessitano dell’intervento di un esperto in nutrizione. Questa è la potenziale mole di lavoro che un nutrizionista oggi potrebbe avere. Per approfondire continua qui.
 

Autori: Jamar G, Pisani LP, Medeiros A, Oyama LM, Masquio DC, Colantonio E, Garcia S, Sanches RB, Dos Santos Moraes A, Belote C, Caranti DA
Fonte: Horm Metab Res. 2015 Sep 15. [Epub ahead of print]
Link della fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26372897