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martedì 15 dicembre 2015

Questione di cuore

La personalizzazione della strategia preventiva nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare

Ricerca Clinica e di Base
imm4Anche se i pazienti ad alto rischio cardiovascolare dovrebbero essere l'obiettivo principale di strategie di prevenzione, i fattori di rischio modificabili sono spesso non adeguatamente controllati.

La prevenzione secondaria cardiovascolare viene ormai indicata dalle linee guida come una assoluta priorità.

La prevenzione sia  farmacologica che non farmacologica ha numerosissime prove d’efficacia e un rapporto costo/beneficio altamente favorevole.

Rientrano nella prevenzione cardiovascolare secondaria i pazienti che hanno subito: un infarto miocardico acuto (IMA); un accidente cerebrovascolare (stroke ischemico); interventi di rivascolarizzazione miocardica chirurgica (CABG) o percutanea (PTCA).

Per questi pazienti, le raccomandazioni riguardano:

- la riabilitazione cardiaca
- i cambiamenti dello stile di vita
- la terapia farmacologica
- la rivascolarizzazione coronarica
- la classificazione dei pazienti
- la comunicazione della diagnosi e i consigli

Le modifiche della dieta, l’astensione dal fumo, praticare attività fisica e il controllo del peso corporeo sono le raccomandazioni primarie per cambiare lo stile di vita in senso salutare.

In particolare si consiglia una dieta in stile mediterraneo (più pane, frutta, verdura e pesce, meno carne, e sostituzione del burro e del formaggio con prodotti a base di oli vegetali). Sul pesce, si consiglia di  rispettare i gusti dei pazienti: se scelgono di consumare pesce azzurro, o assumere integratori a base di omega 3, devono sapere che le prove di efficacia non sono dimostrate. Anche integratori a base di beta-carotene o antiossidanti (vitamina E e/o C) o l'acido folico non è dimostrato che riducano il rischio cardiovascolare.

Il nutrizionista è il consulente esperto per discutere la dieta, comprese le abitudini alimentari, e dare consigli su come migliorare l’alimentazione. Questo perché i consigli devono essere coerenti con le esigenze dei pazienti e diventare una abitudine estesa a tutta la famiglia.

Sull’attività fisica, si consiglia di intraprendere l'attività fisica regolare sufficiente per aumentare la capacità di esercizio: 20-30 minuti al giorno al punto di lieve affanno. Per chi è particolarmente sedentario, l’attività deve essere aumentata in modo graduale.

Dopo un infarto miocardico, tutti i pazienti che sono in sovrappeso o obesi devono ricevere consulenza e sostegno per raggiungere e mantenere il peso salutare.

La prevenzione cardiovascolare è la principale responsabilità dei professionisti della salute, inclusi i medici di medicina generale e gli specialisti coinvolti nella cura dei pazienti cardiopatici, diabetici, con malattie renali, e di tutti i cardiologi indipendentemente dalla loro sottospecialità. E la prevenzione nei pazienti ad alto rischio deve essere ancora più serrata. Lo dimostra uno studio recentemente pubblicato che enfatizza l’importanza della personalizzazione della strategia.

Per valutare la fattibilità e risultati di un metodo completo personalizzato per la prevenzione cardiovascolare nei pazienti ad alto rischio seguiti dalla loro medico di medicina generale, tra il 2004 e il 2007, 12.513 pazienti (età media 64,0 ± 9,5 anni; 61,5% maschi) con più fattori di rischio cardiovascolari o storia di malattia aterosclerotica sono stati identificati e seguiti per cinque anni.

Se il controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, obesità, fumo, alimentazione scorretta, inattività fisica) era sub-ottimale, al basale e ogni anno i medici hanno pianificato con i pazienti, con l'aiuto di una breve lista di controllo, interventi di prevenzione per migliorare il profilo di rischio globale.

L’esito principale era il controllo dei sette principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili durante il follow-up. L’esito secondario era l'incidenza delle morti cardiovascolari e di ospedalizzazione per motivi cardiovascolari in base al miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare globale durante il primo anno.

Il controllo di tutti i principali fattori di rischio modificabili, tranne l'inattività fisica, è migliorato gradualmente e in modo significativo (p <0,0001) durante il follow-up. Il miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare globale durante il primo anno è risultato indipendentemente e significativamente associato con un minor tasso di eventi cardiovascolari maggiori in gli anni successivi.

Invecchia bene chi invecchia in salute cardiovascolare. E la prevenzione comincia fin da adolescenti. Leggi l’articolo su Nutri&Previeni.

 
Autori: Avanzini F, Marzona I, Baviera M, Barlera S, Milani V, Caimi V, Longoni P, Tombesi M, Silletta MG, Tognoni G, Roncaglioni MC; Risk and Prevention Study Collaborative Group
Fonte: Eur J Prev Cardiol. 2015 Nov 2. pii: 2047487315613664
Link della fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26525065