|

lunedì 16 gennaio 2012

La vitamina D può offrire protezione contro il tumore mammario

Il corretto status vitaminico sembra attenuare il fenotipo tumorale e previene le recidive del carcinoma mammario

vitamina d3
vitamina D protegge

Secondo una recente analisi, le donne che presentano concentrazioni più elevate di vitamina D presentano tumori mammari di dimensioni più ridotte.

Da uno studio retrospettivo è emerso che i livelli più bassi di vitamina D correlavano con la presenza di tumori mammari di maggiore dimensione.

Il lavoro prodotto da Barbara Brouwers, PhD, dell’Università di Leuven, è stato presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium.

I risultati sono tuttavia preliminari e necessitano un maggiore approfondimento clinico che permetta di comprendere la relazione osservata, ma rappresentano sicuramente una nuova direzione di studio nella ricerca della prevenzione e trattamento del carcinoma mammario.

 

Il corretto status della vitamina D è importante nella prevenzione di numerose patologie croniche, ed alcuni lavori scientifici hanno suggerito che la deficienza della vitamina della vitamina possa costituire un fattore di rischio per lo sviluppo del tumore al seno, così come i suoi livelli possano servire da predittori nel corso della patologia.

Questa molecola gode attualmente di un rinnovato interesse scientifico e viene lodata per i suoi effetti benefici esercitati a livello cardiovascolare, osseo e cellulare più in generale.

La deficienza di questo nutriente essenziale provoca infatti gravi ripercussioni sistemiche.

La sintesi endogena della vitamina avviene in sede cutanea per azione della componente ultravioletta B della luce solare, mentre le fonti alimentari più abbondanti sono il salmone, il pesce azzurro, le uova e alcuni latticini.

Tuttavia il ruolo di questo composto risulta piuttosto complicato da valutare, data la presenza di numerosi fattori confondenti in grado di influenzare la sua concentrazione nel siero. Tra i principali fattori vi sarebbero il suo apporto con la dieta, la composizione corporea e gli effetti prodotti dal ciclo stagionale. Inoltre, esistono differenze relative al metabolismo della vitamina determinate su base genetica.

 

Nel presenta studio i ricercatori hanno analizzato un gruppo di pazienti con tumore mammario in stadio precoce riscontrando la presenza di tumori di dimensioni lievemente maggiori nei soggetti che presentavano concentrazioni di 25-idrossivitamina D più basse.

Per ogni riduzione di 0.4 ng/mL nei livelli della vitamina veniva infatti rilevato un aumento di 1 cm delle masse tumorali. I pazienti in evidente deficit vitaminico, ossia con una concentrazione inferiore a 30 ng/mL rilevata al momento della diagnosi, presentavano un rischio di recidiva a tre anni decisamente significativo.

Diversamente, livelli superiori della vitamina correlavano con esiti clinici migliori. I ricercatori hanno riscontrato che per ogni aumento di 10 ng/mL dei livelli della vitamina, il rischio di mortalità si riduceva del 27%.

Nessun tipo di relazione veniva tuttavia osservata tra i livelli della vitamina e altre caratteristiche dei tumori, come l’invasione linfonodale, lo status ER o HER2 e lo stadio tumorale.

Gli autori hanno inoltre valutato inoltre le caratteristiche genotipiche dei pazienti, senza però rilevare alcuna relazione tra i determinanti genetici relativi al metabolismo della vitamina e il fenotipo tumorale.

 

Questo tipo di protezione offerta dalla vitamina sarebbe riconducibile al suo noto ruolo antinfiammatorio, tuttavia restano ancora sconosciuti i meccanismi attraverso cui si produrrebbe tale effetto. Di fronte a questi dati è possibile però speculare sull’utilità di supplementi a base di vitamina D nella prevenzione del carcinoma mammario o, addirittura, come parte integrante dei trattamenti antitumorali standard.

Source:Hatse S, et al “Vitamin D status in newly diagnosed breast cancer patients inversely correlates with tumor size and moderately correlates with outcome” SABCS. 2011; Abstract P5-05-01.