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lunedý 16 maggio 2011

L'appetito vien guardando

Sono i bambini a presentare una maggior suggestione di fronte alla vista del consumo di cibi appetitosi

OBESIT└ INFANTILE
Stimoli visivi e risposte alimentari nei bambini

In ambito alimentare è dimostrato che l’espressione facciale di una persona che mangia, sia questa di piacere o di disgusto, può influenzare il desiderio di consumare quel particolare cibo.

 

Questa suggestionabilità sarebbe più forte nei bambini che negli adulti e potrebbe essere dovuta ad una debolezza emotiva del bambino di fronte alle manifestazioni mimiche altrui.  

 

Nell’adulto l’impatto emotivo dell’espressione facciale sembro essere condizionato dallo stato corporeo della persona che esprime l’emozione. Il desiderio per un determinato cibo è infatti minore se la persona che manifesta piacere è obesa. Questo perchè il comportamento della persona sovrappeso viene associato ad uno stile di vita scorretto e insalubre.

 

Nei bambini, lo stereotipo della persona obesa è già in parte radicato e ai coetanei sovrappeso viene attribuita una personalità negativa, debole e poco stimolante. Tuttavia questa consapevolezza non sarebbe sufficiente per evitare alcuni comportamenti alimentari scorretti.

 

Nel presente studio è stato valutato, in bambini ed adulti, l’impatto di immagini in cui soggetti obesi e non-obesi consumavano cibi considerati appetitosi e non-appetitosi in associazione a differenti espressioni facciali di soggetti.

 

Come atteso, negli adulti, la vista di un individuo sano che consumava visibilmente con piacere un cibo appetitoso alimentava il desiderio di quel particolare cibo.

Al contrario, la vista dello stesso cibo consumato da un soggetto obeso, indipendentemente dalla sua espressione facciale, non produceva alcun desiderio.

 

Nei bambini, invece, il desiderio del cibo risultava influenzato principalmente dall’espressione facciale del soggetto. Addirittura, anche la vista di un cibo considerato poco appetitoso, stimolava il desiderio nei bambini se associato ad un’espressione di piacere. Tuttavia, la condizione obesa del soggetto non  influenzava in alcun modo il desiderio dei bambini.

 

Nel bambino, dunque, la consapevolezza di un’attitudine sbagliata non sarebbe abbastanza forte per controllare le risposte emotive determinate dalla vista del cibo, specialmente quando queste vengono esacerbate dalla percezione di espressione di piacere altrui.

Author:Laetitia R.D. Barthomeuf, Sylvie M.N. Droit-Volet, and Sylvie M.E. Rousset

Source:Obesity (2011) 19 5, 939ľ945. doi:10.1038/oby.2011.26