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lunedì 16 giugno 2014

Prevenire il declino cognitivo con l’alimentazione è possibile

Fermare l’avanzamento della demenza mediante l’alimentazione è possibile. La migliore strategia resta la dieta mediterranea.

NUTRIZIONE
dieta demenza

Porre un freno al declino cognitivo che accompagna in modo sia fisiologico ehe patologico l’invecchiamento è possibile. Anche con la dieta. Diversi sono i modelli alimentari capaci di offrire protezione contro i processi degenerativi che conducono alla demenza nell’età anziana.

Tuttavia, spicca tra tutti in modo singolare la dieta mediterranea. Questo modello alimentare rappresenta infatti la strategia fino ad oggi riconosciuta come la più efficace nel prevenire l’insorgere e la progressione del declino cognitivo.

La conferma più recente giunge da uno studio pubblicato sulla rivista Neurology che ha analizzato la letteratura medico scientifica in cerca di associazioni significative tra specifici modelli alimentari e singoli alimenti e la protezione contro la condizione psichiatrica.

Nonostante una sostanziale mancanza si studi clinici volti a esaminare in modo specifico tale osservazione, gli autori hanno potuto concludere dalla loro analisi che la dieta mediterranea si conferma la strategia alimentare più appropriata per limitare la progressione del declino cognitivo.

Anche le diete caratterizzate da un basso contenuto in carboidrati e da uno ridotto apporto calorico giornaliero, così come quelle abbondanti in composti antiossidanti come flavonoli, sembrerebbero aiutare nel preservare le funzioni della memoria. Lo studio ha in parte “sfatato” ruolo della combinazione delle vitamine E, C e dell’acido alfa lipoico e del coenzima Q-10 nel prevenire i sintomi del declino cognitivo.

Alcuni degli studi analizzati evidenziavano il ruolo dei supplementi di acidi grassi omega-3 nel migliorare la performance cognitiva nei soggetti affetti da debole declino cognitivo, favorendo così l’ipotesi di un possibile impiego farmacologico di questi composti nel ritardare la progressione del disordine. Infine, dallo studio emergeva anche un ruolo protettivo dei flavonoli del cacao e delle vitamine del gruppo B. In contrasto con alcune pubblicazioni, la maggioranza degli studi analizzati non evidenziava alcun beneficio legato all’assunzione di olio di cocco sulla progressione del declino cognitivo.

In conclusione, nonostante queste affermazioni richiedano conferme più approfondite, vi sarebbe una chiara indicazione che l’alimentazione può giocare un ruolo importante nella prevenzione del declino cognitivo e merita una posizione indiscussa negli approcci terapeutici combinati.

Source:Hilary Glazer, Christine Greer, Dulce Barrio et al. Evidence on Diet Modification for Alzheimer’s Disease and Mild Cognitive Impairment Neurology April 8, 2014 vol. 82 no. 10