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martedì 17 febbraio 2015

Tè nero a volontà per gli ipertesi

I flavonoidi appaiono utili nella protezione vascolare, soprattutto il consumo regolare di tè nero potrebbe essere rilevante per la protezione cardiovascolare negli ipertesi.

NUTRIZIONE
te nero

Gli effetti del tè nero sulla pressione sanguigna (BP) e l’onda riflessa del flusso sanguigno prima e dopo carico di grasso, sono stati studiati negli ipertesi. Secondo uno studio randomizzato, in doppio cieco, e controllato, con disegno cross-over, 19 pazienti sono stati assegnati a consumare tè nero (flavonoidi 129 mg) o placebo, due volte al giorno per otto giorni (periodo di wash-out 13 giorni).

Il volume dell’impulso e la BP sono stati misurati prima e 1, 2, 3 e 4 ore dopo il consumo del tè. Tutte le misurazioni sono state effettuate a digiuno e dopo un carico di grassi. Si è così evidenziato che, rispetto al placebo, l'indice di riflessione e l’indice di rigidità vascolare erano diminuiti dopo il consumo di tè. Il carico di grassi è stato controbilanciato dal consumo di tè.

Complessivamente, il tè nero ha diminuito la pressione sistolica e diastolica (-3,2 mmHg, p <0.005 e -2.6 mmHg, p <0,0001; rispettivamente) e impedito l’aumento della stessa BP dopo un carico di grassi (p <0,0001). Gli autori, dunque, ritengono che un consumo di tè nero possa essere utile nel trattamento dell’ipertensione, anche tenendo conto del contrasto esercitato sulle funzioni vascolari verificato dopo un carico lipidico.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25658240 
Nutrients. 2015 Feb 4;7(2):1037-51. doi: 10.3390/nu7021037.
Black tea lowers blood pressure and wave reflections in fasted and postprandial conditions in hypertensive patients: a randomised study.