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lunedì 18 marzo 2013

La dieta può prevenire l’infiammazione?

Le diete che prevengono la formazione di prodotti terminali glicati costituiscono una soluzione per controllare l’infiammazione nei pazienti affetti da diabete e insufficienza renale.

prodotti terminali glicazione

Tenere a bada il profilo infiammatorio attraverso l’alimentazione: è possibile? La risposta in parte affermativa giunge da una recente pubblicazione presentata dai ricercatori australiani della Monash University sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition. Le diete caratterizzate da una bassa formazione dei cosiddetti prodotti di glicazione avanzata (AGE) sarebbero infatti benefiche per gli individui affetti da disturbi metabolici come il diabete e insufficienza renale poiché permetterebbero di attenuare lo stato infiammatorio.

L’evidenza è stata raccolta dall’analisi di numerosi studi prodotti fra il 1997 e il 2012 nei quali venivano confrontati gli effetti di una dieta a basso potenziale produttivo di AGE (AGE-restricted) con un tipo di alimentazione controllo.

In totale gli autori hanno esaminato 12 studi, di cui 5 di elevata qualità metodologica, comprendenti un totale di 289 partecipanti. L’analisi comparata di due studi a lungo termine ha dimostrato che la dieta AGE-restricted favoriva nei soggetti adulti sani la riduzione dei livelli di 8-isoprostano, una prostaglandina generata dall’ossidazione dell’acido arachidonico, e della citochina pro-infiammatoria tumor necrosis factor-α.

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che questo tipo di dieta a lungo termine migliorava gli esiti del test di resistenza all’insulina HOMA-IR e riduceva i livelli delle lipoproteine a bassa densità modificate dagli AGE nei soggetti affetti da diabete di tipo 2.
Tuttavia, gli autori hanno indicato come non sia ancora possibile generalizzare con certezza sui benefici di questi interventi poiché gli studi analizzati presentavano globalmente una breve durata (meno di sei settimane) e alcuni non rispettavano elevati criteri metodologici.

Tuttavia, a detta dei ricercatori, per poter stabilire definitivamente l’impatto di questa strategia alimentare sul profilo infiammatorio dei pazienti sarebbero necessari studi randomizzati di più lunga durata e condotti su campioni più vasti.

Source:N J Kellow and G S Savige Dietary advanced glycation end-product restriction for the attenuation of insulin resistance, oxidative stress and endothelial dysfunction: a systematic review European Journal of Clinical Nutrition (2013)