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martedì 18 marzo 2014

Qui ed ora. Pnei e la mente errante

Una ricerca effettuata dall’Università di Cambridge ha stabilito che quasi metà delle persone nelle proprie ore di veglia pensano a qualcosa di diverso da quello che stanno facendo. Questo viaggio della mente in genere le rende infelici.

SALUTE PSICOLOGICA
mente

Così afferma uno studio condotto attraverso un’applicazione web per Iphone che ha raccolto 2250 intervistati tra i 18 e gli 88 anni con condizioni economiche eterogenee e che ha fatto segnalare 250 mila punti dati su pensieri, sentimenti ed azioni nelle attività quotidiane della loro vita.

Gilbert e Killingsworth scrivono “la mente umana è una mente viaggiante, e la mente viaggiante è una mente infelice…La capacità di pensare a ciò che non sta accadendo è una conquista cognitiva che comporta un prezzo emotivo”. Contrariamente agli animali, l’uomo non si ferma a pensare al presente a ciò che sta facendo ma fissa il pensiero su eventi passati, futuri o che non accadranno mai.

Gli intervistati della ricerca avevano a disposizione 22 attività (camminare, mangiare, fare shopping…). In media hanno risposto che la loro mente vagava per il 46,9% del tempo, e non meno del 30% nel corso di qualsiasi attività, tranne nel fare l’amore. Gilbert e Killingwsorth hanno dimostrato che gli intervistati erano al culmine della felicità quando facevano l’amore, attività sportiva, o quando erano impegnate in una conversazione. Lo erano meno quando erano casa, davanti al pc o quando riposavano.

L’analisi dello scarto temporale condotta dai ricercatori ha suggerito che il viaggiare della mente delle persone era generalmente la causa, non l’effetto della loro infelicità. Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità deve essere ricercata nel vivere il momento, nel qui e ora. Una mente viaggiante, dicono gli autori della ricerca è una mente infelice e questa ricerca conferma che queste tradizioni sono corrette.

http://www.mariacorgna.it/Index.asp