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mercoledì 18 settembre 2013

Sodio, potassio e rischio cardiovascolare: linee guida in discussione

Il rischio dell’ipertensione associato ai livelli di sodio e potassio è altamente eterogeneo tra le differenti etnie e varia con l’età. Recente studio mette in discussione le attuali linee guida nutrizionali.

PATOLOGIA
sodio potassio ipertensione

Difficile consigliare una soglia di consumo di sodio e potassio in relazione al rischio di ipertensione. Questa la conclusione di un recente studio che mette in discussione la validità, ma soprattutto l’universalità, delle linee guida nutrizionali incentrate sull’assunzione di questi due elementi in relazione alla prevenzione dei disturbi ipertensivi.

I risultati sono stati presentati da Andrew Mente, della Mc Master University di Hamilton, Ontario, Usa, al congresso della European Society of Cardiology tenutosi ad Amsterdam.

L’analisi, dal titolo Prospective Urban Rural Epidemiological (PURE) sodium, ha infatti descritto divergenti associazioni tra i valori del due minerali e il rischio cardiovascolare in alcune specifiche sottopopolazioni di un campione composto da 97,000 individui.

Non solo, secondo gli autori della pubblicazione hanno evidenziato come la riduzione del consumo di sodio e l’aumento dell’assunzione di potassio permettono di ridurre la pressione sanguigna in modo più marcato tra coloro caratterizzati da un elevato consumo di sodio, in coloro che presentano già sintomi ipertensivi e, più in generale, negli anziani.

Complessivamente, queste osservazioni richiederebbero una revisione globale delle attuali linee guida nutrizionali per la prevenzione dell’ipertensione e per la corretta gestione clinica del paziente ad un livello individuale.

Source:Andrew Mente and Giuseppe Mancia PURE-Sodium: Heterogeneity in the associations of urinary sodium and potassium with blood pressure: The PURE sodium study