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lunedì 18 novembre 2013

Grassi e tumore della prostata, quelli del pesce sembrano proteggere

Il consumo di grassi derivati dal pesce potrebbe ritardare lo sviluppo del tumore della prostata. Così suggerisce un recente studio sperimentale.

NUTRIZIONE
olio pesce tumore prostata

Grassi alimentari e tumore della prostata: tutti pericolosi? L’evidenza più recente sembrerebbe favorire una visione in cui particolari categorie di acidi grassi non sarebbero poi così dannosi per lo sviluppo e la progressione della malattia ma, anzi, potrebbero determinare un rallentamento dei processi patologici e quindi agire da freno alla crescita tumorale.

Tuttavia, l’evidenza epidemiologica suggerisce che la riduzione del consumo globale di grassi si associa a una protezione verso lo sviluppo di questa patologia.

Come conciliare, dunque, queste osservazioni discordanti? Secondo i ricercatori della Duke University, i grassi che costituiscono l’olio di pesce, i cosiddetti Omega-3, per la precisione acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), presenterebbero particolari caratteristiche chimiche che renderebbero questi composti in grado di agire da modulatori negativi dei meccanismi cellulari che conducono alla proliferazione tumorale. 

Quest'ipotesi è stata recentemente confermata da uno studio condotto su animali da laboratorio, nel quale è stato investigato l’impatto di differenti categorie di grassi sull’evoluzione del tumore.

Per fare questo, gli autori hanno utilizzato una serie di animali sperimentalmente indotti a sviluppare la malattia sottoponendoli a diversi regimi alimentari contenenti ciascuno una differente fonte di acidi grassi: olio di pesce, oliva, mais o di origine animale.

Al termine del periodo di trattamento, l’analisi delle biopsie tumorali rivelava marcate differenze istologiche negli animali assegnati alle diverse diete, così come una significativa variabilità nell’espressione di indicatori biochimici ed anche relativi all’espressione genica.

Infatti, il consumo di olio di pesce correlava con una maggiore sopravvivenza degli animali e con la presenza di masse tumorali di ridotte dimensioni rispetto agli altri gruppi di trattamento. Il consumo di questa categoria di grassi inoltre, correlava con la presenza di concentrazioni più basse del fattore di crescita simile all’insulina, un noto elemento responsabile della proliferazione cellulare tumorale.

Quest'osservazione veniva, infine confermata dal riscontro di una minore espressione nelle cellule tumorali di questi animali di geni coinvolti nei meccanismi di sensibilizzazione, sintesi e secrezione all’insulina.

I risultati dello studio, dunque, forniscono un nuovo elemento conoscitivo sul ruolo dei grassi alimentari nella patogenesi del tumore della prostata. Se, infatti, l’assunzione totale di grassi rappresenta un fattore importante per la crescita del tumore, anche il tipo di grasso potrebbe rivestire un ruolo altrettanto importante nel determinare l’esito prognostico della malattia.

Source:J C Lloyd, E M Masko, C Wu et al. Fish oil slows prostate cancer xenograft growth relative to other dietary fats and is associated with decreased mitochondrial and insulin pathway gene expression Prostate Cancer and Prostatic Disease (2013)