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martedì 19 luglio 2016

L’efficacia del trattamento anticellulite si vede

Con l’analisi termografica

LIFE STYLE
imm4La cellulite è una delle imperfezioni estetiche peggiori ma che viene spesso tollerata. In realtà è la manifestazione di un processo che ha alla base un disfunzionamento del microcircolo.

I soggetti con cellulite (Panniculopatia Edemato- Fibrosclerotica PEFS) lamentano spesso parestesie, senso di pesantezza, d'intorpidimento e di tensione degli arti inferiori, piedi freddi, crampi e dolori.

Molti pazienti presentano una sintomatologia poco eclatante; va posta quindi l'attenzione anche alle manifestazioni clinicamente poco appariscenti, o transitorie, o stagionali, che rientrano comunque nella flebopatia ipotonica, o fase preclinica delle macroflebopatie da stasi.

In altri termini, l'assenza di varicosità macroscopiche o di taleangectasie, non esclude di per sé la presenza di un processo pannicolopatico. Così pure costituisce un errore di valutazione negare a priori l'esistenza di una pannicolopatia in soggetti giovani, normopeso, di apparente buona muscolarità e somaticamente gradevoli all'ispezione.

Anche pochi segni, o sintomi, dovranno pertanto orientare verso l'indagine strumentale per la conferma del dato anamnestico.

L’edema che accompagna la cellulite provoca disturbi del flusso sanguigno e può essere osservato come variazione della temperatura della superficie cutanea.

La termografia consente di valutare l'estensione e la gravità del danno microcircolatorio cutaneo, e di riflesso di quello ipodermico, in base alle variazioni distrettuali della temperatura cutanea.

È un'analisi qualitativa di tipo funzionale e non ha la pretesa di misurare con precisione i gradienti di temperatura.

Uno studio ha valutato l’efficacia di un nuovo metodo basato sull'analisi e l'elaborazione di immagini termiche della pelle per la valutazione biometrica della gravità della cellulite, utile sia per valutare lo stadio della malattia alla diagnosi, sia per il monitoraggio del suo trattamento.

Le osservazioni degli effetti del trattamento sono stati condotti in 10 giovani donne (33,4 ± 6,4 anni).

Le immagini termiche delle cosce dei volontari sono state catturate prima di iniziare la terapia (T0). Nelle fasi seguenti T1, T2, e T3, le immagini termiche sono state catturate 2 settimane dopo la prima, seconda e terza somministrazione del trattamento rispettivamente.

Sono stati sviluppati degli algoritmi per determinare la media dei contrasti dei livelli di grigio nei termogrammi acquisiti. I risultati indicano una riduzione graduale del risultato (quasi un dimezzamento del parametro).

L'uso del metodo proposto (contrasto dei grigi) consente di valutare in modo biometrico l'efficacia del trattamento della cellulite.

In questo caso il trattamento era farmacologico locale, ma gli effetti potrebbero essere riconoscibili anche per un trattamento alimentare.


La lastra termografica è contenuta nel KIT Seven Diet Cellulite, da oggi a disposizione di tutti i clienti.

Il Kit contiene tutto il necessario per una settimana di preparazione alla terapia della cellulite.

✔ 7 giorni per la tua salute: un opuscolo, all’interno del quale il paziente troverà tutte le indicazioni per seguire il trattamento preparatorio compreso il Piano Alimentare di detossificazione.
La copertina dell’opuscolo fa da custodia alla preziosa
- Lastra termografica a contatto (tecnologia di monitoraggio della liposclerosi)

✔ PROTEONORM (1 confezione da 14 bustine)- integratore proteico
- Shaker per miscelare PROTEONORM in acqua naturale

✔ DRENORM (1 confezione da 250 ml)- integratore per ristabilire l’equilibrio dei fluidi

✔ DIETOLIP (1 confezione da 30 compresse)- integratore per il controllo del metabolismo

✔ FLETOBEB (1 tubo da 125 ml)- gel per favorire il fisiologico processo  di ripristino della barriera cutanea, contribuendo a  prevenire la comparsa di inestetismi della pelle.


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Autori: Wilczyński S1Koprowski R2Deda A3Janiczek M4Kuleczka N1Błońska-Fajfrowska B1.
Fonte: . Skin Res Technol. 2016 Jun 5. doi: 10.1111/srt.12301. [Epub ahead of print]
Link della fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27264715