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giovedì 20 febbraio 2014

Acidi grassi nella dieta modificano il rischio cardiovascolare

La composizione della dieta influisce sui livelli e il tipo di acidi grassi ritrovati nel plasma, modificando così il rischio di malattie cardiovascolari.

NUTRIZIONE
dieta acidi grassi

La composizione della dieta riveste un ruolo fondamentale nel mediare lo stato di salute e il rischio di sviluppare condizioni patologiche croniche. Ciò è valido soprattutto per il rischio cardiovascolare, e l’alimentazione sembra essere il principale fattore responsabile nel determinare i livelli di acidi grassi nel sangue.

A confermare questa nozione è un recente studio internazionale coordinato dai ricercatori italiani dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Isernia, i quali hanno potuto dimostrare che le differenze nelle abitudini alimentari, in questo caso riferite ai tre paesi europei Italia, Belgio e Gran Bretagna, spiegavano fondamentalmente la variazione osservata nel profilo degli acidi grassi riscontrati nel plasma e nelle membrane cellulari dei globuli rossi.

Per fare questo, gli autori hanno analizzato i profili biochimici di una serie di 1604 soggetti di entrambi i sessi di età compresa tra 26 e 65 anni provenienti dai tre paesi. Gli autori avevano anche  disposizione informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari di ciascun soggetto relative all’anno precedente dello studio.

In questo modo è stato possibile dimostrare che il campione italiano di partecipanti presentava, mediamente, livelli inferiori di acidi grassi omega 3 nel sangue e sulle cellule ematiche rispetto ai soggetti degli altri due paesi. Allo stesso tempo, gli italiani presentavano livelli più elevati di acido arachidonico nei due compartimenti biologici sia rispetto ai belgi e inglesi.

L’analisi di correlazione statistica ha quindi rivelato che vi era una diretta associazione tra il tipo di alimentazione e la variazione osservata nella composizione degli acidi grassi. In particolare, due pattern alimentari specifici spiegavano, rispettivamente, il 35% e il 17% della variazione osservata, e in particolare le diete ricche in oli di origine vegetale e cibi ricchi in polifenoli.

Lo studio ha quindi confermato precedenti osservazioni sull’associazione tra dieta e rischio cardiovascolare, evidenziando anche la possibilità di identificare specifici pattern alimentari in grado di offrire protezione verso questo rischio.

Source:George Pounis, Michel de Lorgeril, Patricia Salen et al. Dietary patterns and fatty acids levels of three European populations. Results from the IMMIDIET study Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases 2014