|

martedý 21 dicembre 2010

Il cioccolato della discordia

 Le Associazioni dei consumatori non vedono di buon grado questa condanna. Secondo il Codacons si tratta dell'ennesimo passo indietro dell'Unione Europea in tema di difesa della qualità dei prodotti. Per l'Unione Europea il termine di "purezza" può indurre l'idea sbagliata che un cioccolato diverso sia "impuro", ovvero dannoso per la salute; ma è pur vero che l'espressione "puro" consentiva al consumatore di distinguere più facilmente il cioccolato di qualità da quello scadente.

Così ora sarà costretto a leggere gli ingredienti messi in etichetta per scoprire se il burro di cacao è stato sostituito da materie grasse (burro di karitè, olio di palma, illipè) meno nobili e ricche di acidi grassi saturi, i quali sono responsabili dell'aumento del colesterolo cattivo nel sangue. Il cioccolato puro italiano, invece, grazie alla sua composizione prevalentemente derivata dal cacao, presenta un alta quantità di flavonoidi con funzione protettiva e antiossidante, e come emulsionante prevede lecitina, componenti queste  che proteggono dai problemi di colesterolo. 

Codacons teme soprattutto che dopo il cioccolato si possa passare all'olio, eliminando anche la denominazione di olio extravergine, costringendo il consumatore a cercare in etichetta il grado di acidità". La condanna non piace neanche a Federconsumatori che sottolinea: "la sentenza si sposa con una incomprensibile posizione della Comunità Europea, quella di essere molto timida nei confronti di un'informazione completa, chiara e trasparente sui prodotti agroalimentari". Inoltre, quale consumatore ha capacità di leggere e interpretare l'ingredientistica di un alimento per desumerne la valenza nutrizionale?

Source:SICUREZZA ALIMENTARE. Cioccolato puro, UE condanna Italia e i Consumatori non ci stanno 25/11/2010 - redattore: VC