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lunedý 21 dicembre 2015

La dieta ideale esige attenzione E per non ingrassare serve la pasta

Condita con olio d' oliva va bene anche per chi vuole dimagrire

NUTRIZIONE
pastaLA PASTA ha un ruolo importante nella dieta, anche di obesi e diabetici. Ne parliamo con Furio Brighenti, professore di Scienze degli alimenti all' Università di Parma e presidente della Società italiana di nutrizione umana.
Professore, se mangiata tutti i giorni la pasta fa ingrassare? «Una pasta con un condimento leggero, con pochi grassi vegetali, come l' olio d' oliva, riempie e non ingrassa. Sarebbe quindi sbagliato eliminare i carboidrati, anche nel caso di diete dimagranti. Le cellule hanno bisogno di energia e più della metà di quella giornaliera viene dal pane, dalle patate, dal riso e… dalla pasta!» Un buon alimento, insomma… «Abbinata a verdure, pesce, olio d' oliva, un buon piatto di pasta è sano e completo. E offre anche un altro vantaggio: ha un indice glicemico più basso rispetto a pane e riso. Significa che il glucosio presente nella pasta, sotto forma di amido, è rilasciato più lentamente nel sangue. Cioè contribuisce a mantenere più a lungo il senso di sazietà, e diminuisce il rischio di malattie come il diabete».
A proposito di diabete, è meglio preferire una cottura al dente? «Si dice che consumare pasta molto cotta faccia perdere un po' di questo vantaggio rispetto agli altri carboidrati. In realtà, il basso indice glicemico della pasta non dipende tanto dal tempo di cottura, quanto dal formato. Le paste lunghe, come gli spaghetti, hanno una velocità di digestione più lenta rispetto a penne e maccheroni. E, di conseguenza, un indice glicemico inferiore».
Tra bianca e integrale, chi vince? «Entrambi. Anche se la pasta integrale, che contiene fibra, aiuta a migliorare il transito intestinale. Studi recenti indicano inoltre che le fibre alimentari sarebbero, con tutta probabilità, implicate nella modificazione dei microrganismi che vivono nel nostro intestino. Una modificazione positiva, in quanto migliorerebbero l' ecosistema intestinale facendo aumentare i cosiddetti batteri buoni». I celiaci devono rinunciare alla pasta? «Per loro esistono molte alternative: cereali che non contengono glutine, come riso e mais e, se non vogliono rinunciare a pasta e pizza, prodotti industriali gluten free. Ma prima di cambiare dieta sarebbe bene stabilire, con appropriate indagini mediche, una diagnosi di celiachia. Una dieta senza glutine porta infatti, inevitabilmente, a dei piccoli sbilanciamenti nutrizionali». Quali sono le quantità consigliate? «La porzione standard di riferimento per le paste secche è di 80 grammi. Non si tratta di una raccomandazione scolpita nella pietra, ma di una quantità ragionevole per il consumo di pasta come alimento di complemento, quindi come primo piatto all' interno di un pasto completo. Se invece è un piatto unico, possiamo arrivare fino a 100 grammi». Un ultimo consiglio? «Quello di ritrovare, con la pasta, i comportamenti alimentari che perdiamo sempre di più. Ci siamo ormai abituati a mangiare un panino, in piedi, al bar. Mettiamoci invece a sedere, in compagnia, davanti a un bel piatto di pasta condita secondo la tradizione italiana. L' importante è non superare, mangiando, la nostra spesa energetica giornaliera».

Author:G. Gandolfi

Source:Il Resto del Carlino, 20/12/2015