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martedì 22 settembre 2020

La dieta che toglie la fame

L’appetito vien mangiando... zuccheri

NUTRIZIONE
Immagine alimentiQuesto studio italiano ha cercato di indagare come le variazioni di glicemia e chetonemia durante due protocolli di dieta chetogenica influenzano l'appetito, le funzioni esecutive e l'umore nelle giovani donne in sovrappeso.

I ricercatori hanno incluso 50 giovani donne sane con sovrappeso assegnandole in modo casuale a
(1) una dieta chetogenica senza alcuna restrizione sull'assunzione di energia,
(2) una dieta mediterranea chetogenica a basso consumo energetico e
(3) una dieta mediterranea a ridotto contenuto energetico per 10 giorni.

Per testare l'appetito è stata utilizzata una scala analogica visiva e sono stati eseguiti un test dell'umore e due compiti cognitivi (memoria di lavoro e controllo dell'inibizione). Inoltre, sono stati misurati la composizione corporea, la glicemia a digiuno e il β-idrossibutirrato (BHB).

E’ stata rilevata una correlazione positiva tra glicemia e appetito (P = 0,019), punteggio di insoddisfazione (P = 0,001) e desiderio di mangiare (P = 0,030) (livelli pre e postdieta).

I livelli di BHB post-dieta hanno mostrato una correlazione positiva con il punteggio di pienezza (P = 0,002) e una correlazione negativa con l'appetito (P = 0,022) e il desiderio di mangiare (P = 0,009). È stata trovata una correlazione positiva tra i livelli di glicemia e i tempi di reazione nei go-trial del test di funzione esecutiva (P = 0,018).

Quindi, le diete chetogeniche, rispetto a una dieta mediterranea, hanno un effetto maggiore in termini di riduzione dell'appetito.
 

Author:Alessandra Lodi, Lisa Zarantonello, Patrizia Silvia Bisiacchi, Lorenzo Cenci, Antonio Paoli

Source:Obesity (Silver Spring). 2020 Sep 1. doi: 10.1002/oby.22934. Online ahead of print.