|

martedì 22 settembre 2020

Microbiota e Alzheimer

Il secondo cervello aiuta il primo

Ricerca Clinica e di Base
Immagine cervelloLa malattia di Alzheimer (AD) è una malattia multifattoriale complessa che coinvolge neuroinfiammazione cronica e neurodegenerazione.

Recentemente è stato dimostrato che il microbiota intestinale interagisce con il cervello secondo il cosiddetto asse microbiota-intestino-cervello: la modulazione di questo asse influisce sulla patogenesi delle malattie neurodegenerative come l'AD.

Il microbiota intestinale ha un ruolo fondamentale nella regolazione di molteplici percorsi neurochimici attraverso l'asse intestino-cervello altamente interconnesso. Recenti evidenze hanno dimostrato che la microflora intestinale partecipa alla comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello.

La microflora intestinale umana potrebbe persino agire come "secondo cervello" e potrebbe essere responsabile di disturbi neurodegenerativi come il morbo di Alzheimer.

La disbiosi del microbiota intestinale può indurre una maggiore permeabilità intestinale e infiammazione sistemica. Ciò può portare allo sviluppo di AD e deterioramento cognitivo attraverso le vie neurali, immunitarie, endocrine e metaboliche. Pertanto, la modulazione del microbiota intestinale attraverso la dieta personalizzata e la batterioterapia orale può portare all'alterazione del microbiota intestinale dei loro prodotti, compresa la proteina amiloide.

È stato dimostrato che la modulazione del microbiota intestinale induce effetti benefici sulle vie neuronali portando di conseguenza a ritardare la progressione della malattia di Alzheimer. Quindi, questo approccio può fornire una nuova opzione terapeutica per il trattamento dell'AD.
 

Author:Divya Goyal, Syed Afroz Ali, Rakesh Kumar Singh

Source:Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2020 Sep 16;110112. doi: 10.1016/j.pnpbp.2020.110112