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martedì 23 giugno 2015

Il corpo dopo il pasto

Intervista al Prof. Pier Luigi Rossi, Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva e docente alla Università di Bologna, autore del libro: “Dalle calorie alle molecole”.

NUTRIZIONE
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La nutrizione esercita un ruolo primario nel condizionare la salute e nel prevenire patologie degenerative e di decadenza anatomica, funzionale ed estetica. Non si mangia solo per dimagrire e gran parte della salute sta nel piatto quotidiano. Intervista al Prof. Pier Luigi Rossi, Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva e docente alla Università di Bologna, autore del libro: “Dalle calorie alle molecole”

Professore, come è arrivato ad ideare la famosa DIETA MOLECOLARE?

Sto da tempo svolgendo ricerca sulla nutrigenomica ed epigenetica.  In particolare mi interesso dei PEROSSISOMI, organi cellulari deputati alla gestione dell’ossigeno e di numerosi funzioni biochimiche centrali sul metabolismo cellulare.

Ogni volta che mangiamo il nostro sangue cambia la sua composizione in rapporto agli alimenti ingeriti. 
Noi non mangiamo le Calorie ma le Molecole, cioè i principi nutritivi (carboidrati, proteine, lipidi, minerali, vitamine, fibra alimentare e molecole dotate di azione sul DNA detti modulatori genici, acqua).

Due persone possono scegliere di mangiare un piatto di pasta o una porzione di formaggio. Questi alimenti possono fornire 400 calorie, ma ciascuna persona pur mangiando lo stesso numero di calorie avrà la composizione del proprio sangue diversa. Chi ha mangiato la pasta avrà glicemia e insulinemia più alte, chi ha mangiato formaggio avrà più alti trigliceridi ed aminoacidi.

La composizione del sangue genera un diverso profilo ormonale e metabolico che incide su tutte le cellule costituenti il nostro corpo! Quindi la qualità e la combinazione degli alimenti nel singolo pasto condizionano la composizione del sangue, il metabolismo, il profilo ormonale dopo ogni pasto. 
Mangiamo 2-3 Kg di cibo al giorno, ma più che il calcolo delle calorie, sono le molecole, cioè i nutrienti contenuti negli alimenti a condizionare il nostro peso, l'accumulo di massa grassa! 

Cosa succede nel sangue dopo il pasto? 
Il valore che cambia con rapidità dopo aver mangiato e' la glicemia. Entro una ora dall'inizio del pasto si raggiunge il picco glicemico, accompagnato dal picco della insulina, ormone del dopo pasto, dell'accumulo di grasso, della sensazione di fame. Consiglio di tenere basso il valore della glicemia post prandiale per recuperare il giusto peso forma e per vivere in salute.
Consiglio di dotarsi di un glucometro e di eseguire la ricerca della glicemia post prandiale mediante digito puntura entro una ora dall'inizio del pasto. Indicazione: stare sempre sotto 130 mg/ 100 ml. I trigliceridi aumentano nel sangue più tardi rispetto alla glicemia: dopo tre ore dall'inizio del pasto.
I trigliceridi sono molecole composte con acidi grassi alimentari. I trigliceridi sono trasportati nel sangue attraverso una lipoproteina detta VLDL che parte dal fegato e va verso tutte le nostre cellule. Scarica i trigliceridi nelle cellule e si trasforma in LDL- colesterolo.
Quindi più grassi mangiamo, più insulina dopo il pasto produciamo e più VLDL abbiamo nel nostro sangue! Più VLDL abbiamo e più LDL-colesterolo aumenta nel nostro sangue. Per ridurre quindi il colesterolo -LDL (aterogeno) occorre ridurre il carico alimentare dei grassi alimentari e della dose dei carboidrati ingeriti in ogni pasto. 
Consiglio di eseguire la ricerca dei trigliceridi dopo tre ore dall'inizio del pasto mediante digito puntura. Esistono strumenti per eseguire questa preziosa indagine, da acquistare in farmacia. Il valore dei trigliceridi deve stare sotto a 150 mg/ 100 ml.
Il primo obiettivo per dimagrire e restare in salute è il controllo della glicemia e della insulina dopo ogni pasto. 
Quali sono gli elementi fondamentali della dieta molecolare?

Il metodo molecolare è composto da sequenze di 4 giorni con pasti proteici e 1 con pasti glucidici.

Per ogni pasto sono previsti indicatori nutrizionali di qualità molecolare, non più le calorie.

Gli indicatori per gli alimenti sono:

  • indice di aterogenicità (AI)
  • indice di trombogenicità (TI)
  • indice di adeguatezza mediterranea (MAI)
  • indice di qualità lipidica (CSI)
  • indice di acidosi renale (PRAL)

Qui maggiori informazioni sul software .

Il metodo molecolare è articolato su quattro giorni “a pasti proteici” caratterizzarti da una maggiore dose giornaliera di proteine e da una dose contenuta di carboidrati, giusta per non cadere in chetosi. I giorni “proteici” hanno il fine di scaricare il fegato di glicogeno e di trigliceridi, condizione primaria per una riattivazione metabolica dell’intero organismo e per “bruciare - ossidare” l’eccesso di massa grassa corporea. Per dimagrire occorre partire dal fegato e da una buona digestione intestinale.

Il quinto giorno è caratterizzato da una riduzione della dose di proteine con un aumento della dose giornaliera di carboidrati. Questa maggiore dose glucidica ha lo scopo di “ricarica metabolica” di glicogeno del fegato e dei muscoli.
Il modulo dieta molecolare articolato in quattro giorni proteici ed un giorno glucidico è ripetibile nel tempo. In cinque settimane questo modulo alimentare si completa. Dopo la quinta settimana si può iniziare di nuovo con la cadenza giornaliera della prima settimana.

Ci sono alimenti con azione nutrigenomica anti obesità?

Si, certo, sono quelli ricchi di vitamina A, acido retinoico, vitamina D, acidi grassi polinsaturi omega 3, polifenoli e modulatori epigenetici. La vitamina A, la vitamina D e gli omega 3 svolgono una precisa azione nutrigenomica all’interno degli adipociti. Le vitamine A e D sono liposolubili, cioè entrano e agiscono all’interno degli adipociti, dove realizzano un effetto nutrigenomico sul DNA degli adipociti.

La stimolazione del DNA prodotto dalla vitamina A (acido retinoico), vitamina D e dagli omega 3 modifica il metabolismo energetico degli adipociti favorendo la lipolisi, cioè il rilascio del grasso accumulato sotto forma di trigliceridi. Questo obiettivo nutrigenomico è favorito da una riduzione dell’apporto della dose giornaliera di carboidrati.

La dose giornaliera dei carboidrati non deve però andare al di sotto di  80-90 grammi al giorno per evitare la comparsa di chetosi-acidosi corporea, condizione non salutare.