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lunedì 25 febbraio 2013

Alimentazione influenza microbioma e rischio metabolico

Carboidrati e grassi esercitano un impatto differente sulla composizione del microbioma umano modificando il rischio metabolico nei soggetti sovrappeso.

NUTRIZIONE
microbioma

Mai come prima uno studio aveva descritto in modo così preciso le variazioni nella composizione della popolazione batterica che si accompagnano al cambiamentio di dieta. Nel loro studio, i ricercatori del dipartimento di nutrizione della Fondazione Edmund Mach, guidati dal Dr F Fava, hanno dimostrato come il tipo di dieta sia in grado di modificare alcuni fattori di rischio per lo sviluppo della sindrome metabolica negli individui obesi, e quindi più predisposti al disordine.

Un totale di 88 individui ritenuti a rischio sono stati sottoposti ad un programma alimentare della durata di un mese basato su elevate concentrazioni di grassi saturi, dopodichè i soggetti sono stati randomizzati a consumo di due varianti di dieta ricca in grassi monoinsaturi (ad elevato o basso indice glicemico) oppure a due varianti di una dieta ricca in carboidrati (anch’essa o ad elevato o basso indice glicemico).

I ricercatori hanno potuto così osservare che entrambe le diete grasse riducevano il numero totale di batteri contenuti nelle feci e colesterolo LDL totale e plasmatico, ma non alteravano specifiche popolazioni di batteri. Diversamente, le diete ricche in carboidrati favorivano la presenza di Bifidobacterium e riducevano la glicemia a digiuno e il colesterolo totale dopo il cambiamento della dieta. Le due diete ricche in carboidrati favorivano anche la presenza delle popolazioni di batteri saccarolitici Bacteroides e Faecalibacterium prausnitzii, rispettivamente quando ad elevato o basso indice glicemico.

I risultati dello studio sembrano confermare precedenti osservazioni che riportano l’esistenza di una minore proporzione di specie batteriche Bacteroidetes nel microbioma dei soggetti sovrappeso. Proprio questa situazione potrebbe rappresentare l’elemento di connessione tra l’obesità, il microbioma e la maggiore suscettibilità alla sindrome metabolica e dunque l’alimentazione assumerebbe un ruolo centrale nel modulare il rischio del disordine.

Source:F Fava, R Gitau, B A Griffin et al. The type and quantity of dietary fat and carbohydrate alter faecal microbiome and short-chain fatty acid excretion in a metabolic syndrome ‘at-risk’ population International Journal of Obesity (2013)