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venerdì 25 ottobre 2013

Politiche sanitarie nutrizionali USA: basate su fantascienza?

I dati USA sulla sorveglianza nutrizionale, raccolti negli ultimi 40 anni non avrebbero alcun valore per l’attuazione di politiche di sanità pubblica e per lo sviluppo delle line guida nutrizionali.

NUTRIZIONE
dati USA nutrizione

I dati USA sulla sorveglianza nutrizionale, raccolti negli ultimi 40 anni, non avrebbero alcun valore per l’attuazione di politiche di sanità pubblica e per lo sviluppo delle linee guida nutrizionali. E' questa la denuncia nei confronti dell'organismo National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) lanciata dai ricercatori della University of South Carolina e presentata sulla rivista PLoS One.

Secondo Edward Archer, principale autore dello studio, la fondamentale falla nel sistema di raccolta dei dati epidemiologici risiederebbe nell’utilizzo dei questionari autocompilati per il calcolo dell’assunzione di calorie giornaliere.

Oltre il 90% del budget pubblico impiegato per la ricerca in ambito nutrizionale e sull’obesità verrebbe infatti speso per finanziare studi che utilizzano questa forma di raccolta dati del quale, a detta degli autori, si conosce la scarsa affidabilità da almeno 20 anni.

Tuttavia, l’NHANES sembrerebbe perseverare in questo errore, racogliendo continuamente dati altamente inaccurate, fino al punto di poter affermare che tutto ciò che sappiamo sulle abitudini alimentari degli americani, ma ancor peggio, che le conclusioni degli studi equivarrebbe a pura pseudoscienza.

Una conseguenza deleteria di questa situazione, hanno fatto notare gli autori, è il fatto che gli investimenti nella ricerca riguardano principalmente lo sviluppo di strategie per limitare l’assunzione di calorie, senza tuttavia alcuna attenzione per la misura delle calorie bruciate, e quindi agli approcci che potrebbero favorire stili di vita più salutari. Concentrando l’attenzione sulle calorie bruciate sarebbe, inoltre, più facile produrre una stima più realistica delle variazioni del peso corporeo e quindi una più efficace per la pianificazione delle politiche sanitarie.

Come fare? Meglio concentrarsi sulle variazioni dell’adisposità corporea. La valutazione di alcuni parametri antropometrici come l’indice di massa corporea o la misura delle pliche cutanee, rappresentano una forma più accurata per stabilire l’equilibrio tra input calorico e attività fisica. Inoltre queste misure non sono soggette all’interpretazione soggettiva, e quindi permetterebbero di ottenere una visione decisamente più realistica della diffusione dei disordini del peso corporeo e dell’impatto delle strategie terapeutiche.

Source:Archer E, Hand GA, Blair SN (2013) Validity of U.S. Nutritional Surveillance: National Health and Nutrition Examination Survey Caloric Energy Intake Data, 1971–2010. PLoS ONE 8(10): e76632. doi:10.1371/journal.pone.0076632