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martedý 25 ottobre 2016

Mela mangio

Una mela al giorno leva il medico di torno

NUTRIZIONE
imm2Che la mela sia un concentrato di antiossidanti utili alla salute è noto e da qualche tempo sappiamo che alcune molecole del frutto hanno anche proprietà antitumorali.

Oggi, grazie a una nuova ricerca, conosciamo in che modo agiscono sulle cellule malate. A firmare la scoperta, su Scientific Reports, un gruppo di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno.

“Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale”, spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr e tra gli autori del lavoro. “Noi abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula”.

I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela - Annurca, Red Delicious, Golden Delicious - per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti: “I polifenoli della mela ostacolano in particolare la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, in particolare questo impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale”, prosegue Facchiano. “Inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati. L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci”.

L'effetto dei polifenoli, acidi fenolici e tannini (PPT) della mela è stato studiato dimostrando una inibizione sostanziale sia nell'assorbimento che nel trasporto del glucosio. In particolare, l'inibizione di GLUT2 era maggiore di quella di SGLT1. Quercetina-3-O-ramnoside e acido 5-caffeilchinico contribuito per il 26, 52 e 12%, rispettivamente, all'attività inibitoria dell’estratto di mela.

La florizina è un diidrocalcone contenuto nelle mele. Una dieta contenente 0,5% di floridzina ha ridotto in modo significativo i livelli di glucosio nel sangue in topi diabetici dopo 14 giorni attraverso l’inibizione del gene cotrasportatore di sodio e glucosio Glut2. Questo derivato di origine naturale è un robusto candidato come antiiperglicemico.

I polifenoli della mela possono proteggere l'intestino contro l'infiammazione da malattie croniche  (Sindrome del colon irritabile) caratterizzate da un eccessivo rilascio di diverse citochine proinfiammatorie e chemochine: lo dimostra uno studio in vitro che identifica in particolare, procianidina B (1), procianidin B (2), e floretina come le sostanze con marcata attività anti-infiammatoria.

Mangiare le mele fa bene anche al peso: il consumo di mele è associata con una migliore qualità della dieta e rischio di obesità ridotto nei bambini. Negli adulti, la sazietà viene raggiunta con l’assunzione del frutto intero, più che dal succo o dalla mousse.

In particolare, nelle donne post-menopausa i flavonoidi dalla dieta possono avere effetti cardiovascolari benefici: un’indagine che comprendeva 34489 donne con 16 anni di follow-up ha osservato che flavanoni, antociani  e alcuni alimenti ricchi di flavonoidi sono stati associati con la riduzione del rischio di morte a causa di malattia coronarica, CVD, e tutte le cause.

La mela contiene acido ursolico, un triterpenoide pentaciclico lipofilo usato nella tradizione popolare contro il diabete. Uno studio ha  valutato gli effetti di estratto di mela (contenente ac. ursolico, 183 mg / g) sulla atrofia muscolare scheletrica. Gli esperimenti in vivo hanno osservato sia l’aumento della massa muscolare scheletrica che della forza di presa e della capacità di esercizio. E’ inoltre notevolmente migliorata la resistenza e si è ridotta la concentrazione di lattato nel siero e lattato deidrogenasi, fosfato inorganico e creatinina, indicatori di stanchezza accumulata e di stress indotta da esercizio fisico.

Per concludere quindi evviva le mele, frutto della salute a tuttotondo.
 

Fonte:. Quotidiano Sanità
Link della fonte: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=44191