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martedì 26 novembre 2013

Acidi nella dieta: quale rischio per il diabete?

Il contenuto acido della dieta potrebbe rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo del diabete di tipo 2. L’evidenza da un recente studio francese.

NUTRIZIONE
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Attenzione al contenuto acido della dieta, potrebbe rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2, indipendentemente dalla singola natura dei cibi.

È questo il messaggio di un recente studio francese che ha analizzato la relazione tra il consumo di cibi acidogenici – prevalentemente prodotti di origine animale – e la comparsa di manifestazioni subcliniche del disordine metabolico.

L’abuso di cibi acidogenci può infatti determinare una condizione di acidosi metabolica cronica che può portare a complicazioni metaboliche irreversibili, prevalentemente dovute all’incapacità dell’insulina di legare i propri recettori nei tessuti, riducendo così la propria sensibilità.

Di nota, questa relazione non verrebbe modificata dal consumo di frutta e verdura, cioè di quegli alimenti attivi ad esercitare un controllo sull’equilibro acido-base metabolico.

Lo studio in questione, condotto presso il Center for Research in Epidemiology and Population Health dell’Istituto Gustave Roussy di Villejuif, e pubblicato sulla rivista Diabetologia, ha analizzato oltre 66.000 donne, nelle quali veniva investigata la relazione tra i valori di potenziale formazione del carico renale acido (PRAL) e della produzione endogena netta di acidi (NEAP) e il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Gli autori hanno così osservato che le partecipanti classificate nel gruppo a più elevato (PRAL) erano caratterizzate da una più elevata probabilità di sviluppare la patologia durante il periodo di follow-up clinico rispetto alla controparte caratterizzata da un valore più basso.

Quest’associazione era inoltre più marcata per le donne che presentavano un valore dell’indice di massa corporea (BMI) superiore a <25 kg/m2, cioè clinicamente obese, rispetto alle partecipanti sovrappeso. Simili osservazioni venivano effettuate per quanto riguarda la relazione tra i valori di NEAP e il rischio della patologia.

Lo studio ha quindi fornito, per la prima volta, evidenza di un nuovo potenziale fattore di rischio nella patogenesi del disordine metabolico, indipendente da altri noti fattori di rischio.

Tuttavia, a detta degli autori della pubblicazione, la conferma definitiva del ruolo del carico acido della dieta nella patogenesi del diabete richiederebbe studi più approfonditi e, soprattutto un’analisi dettagliata dei meccanismi biologici coinvolti nel modulare questa relazione.

Source:Fagherazzi G, Vilier A, Bonnet F Dietary acid load and risk of type 2 diabetes: the E3N-EPIC cohort study. Diabetologia. 2013