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lunedì 27 gennaio 2014

Una tazza di caffè per ricordare meglio

Il consumo di caffè potrebbe avere un effetto importante sul consolidamento dei ricordi e quindi favorire la memoria a lungo termine.

NUTRIZIONE
caffeina memoria

Una tazza di caffè per ricordare meglio? A quanto pare sì: dopo aver consumato caffè la memoria sembra fissare in modo più marcato i ricordi facilitandone la rievocazione a distanza.

È questa la rtecente conclusione di uno studio americano condotto presso la Johns Hopkins University di Baltimora.

La caffeina potrebbe infatti agire stimolando il consolidamento dei ricordi, questo attraverso il sue effetto a livello cerebrale sulla liberazione del neurotrasmettitore nerepinefrina, una molecola che notoriamente esercita effetti positivi sulla memoria.

Non solo, la caffeina sembra anche facilitare la comunicazione neuronale nell’area cerebrale dell’ippocampo, il distretto anatomico principalmente deputato all’elaborazione della memoria.

In breve, nello studio i ricercatori hanno testato l’effetto della caffeina esponendo una serie di soggetti sani a una serie d’immagini. In seguito, ad alcuni di questi venivano somministrati 200 mg di caffeina. Il giorno seguente ai partecipanti venivano nuovamente mostrate le immagini con leggere modifiche oppure di nuove.

Gli autori hanno così potuto riscontrare che i soggetti che avevano assunto la caffeina presentavano una maggiore abilità nel distinguere le variazioni e riconoscere gli elementi nuovi rispetto a coloro che non avevano consumato la sostanza.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Neuroscience costituisce un’importante dimostrazione dell’effetto della caffeina sul consolidamento dei ricordi e della memoria a lungo termine, poiché, a differenza di altri studi in cui la caffeina veniva somministrata prima del test , in questo caso è possibile distinguere l’effetto sulla memoria dal semplice impatto sulla lucidità e prontezza di riflessi.

Di fronte a queste osservazioni viene spontaneo domandarsi se l’impiego della caffeine potrebbe rapresentare una soluzione per contrastare i sintomi e la progressione di condizioni neurodegenerative come l’Alzheimer. Secondo i ricercatori sarebbe troppo presto per giungere a tali conclusioni. Tuttavia, è un dato consolidato il fatto che il consumo di caffè si associa ad una maggiore longevità nei soggetti affetti da malattia di Alzheimer, probabilmente grazie alle proprietà neuroprotettive della caffeina.

Ovviamente, sono già in preparazione una serie di studi per analizzare attraverso brain imaging gli effetti della caffeina nei pazienti affetti da debole deficit cognitivo, così come altrettanti gruppi di studio si metteranno alla ricerca dei precisi meccanismi neurologici responsabili della migliore performance mnemonica associata al consumo di caffè.

Source:Borota D, Murray E, Keceli G et al. Post-study caffeine administration enhances memory consolidation in humans. Nat Neurosci. 2014 Jan 12