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venerd́ 27 giugno 2014

Obesità aggrava i sintomi nell’artrite reumatoide

La presenza dell’obesità aggrava la sintomatologia nei pazienti affetti da artrite reumatoide con implicazioni per la prognosi e le terapie farmacologiche.

PATOLOGIA
artrite reumatoide

I pazienti obesi affetti da artrite reumatoide presentano una maggiore attività della patologia autoimmune rispetto ai soggetti di peso normale, indipendentemente dallo stadio della malattia.

E' questa la conclusione di un recente studio inglese presentato al 2014 Annual Congress of the European League Against Rheumatism (EULAR) tenutosi nel mese di giugno a Parigi.

Questa situazione si ripercuoterebbe in modo drammatico sull’evoluzione della malattia ma soprattutto sull’efficacia dei trattamenti, i quali richiederebbero un approccio più “aggressivo”.

L’evidenza, fornita da uno studio coordinato dai ricercatori dell’ Institute of Ageing and Chronic Disease presso l’University of Liverpool, avrebbe come spiegazione la presenza di elevate concentrazioni di mediatori dell’infiammazione nei soggetti obesi, responsabili del potenziamento della condizione autoimmune.

Lo stato di infiammazione sistemica cronica osservato nei pazienti obesi sarebbe infatti cruciale nel favorire un maggiore attività della malattia e spiegherebbe la relazione spesso osservata tra la condizione corporea valutata secondo l’indice di massa corporea BMI e l’esito prognostico dell’artrite reumatoide (RA).

Queste evidenze sono emerse dallo studio di 3,534 pazienti RA suddivisi in categorie di BMI. In questo modo gli autori hanno potuto riscontrare che l’eccesso di peso corporeo rappresentava uno dei fattori principali nel determinare la severità dell’attività dell’artrite reumatoide, sia nei casi di malattia in fase iniziale che in quelli di malattia conclamata.

Questo studio aggiunge cosi un ulteriore evidenza del pericolo costituito dall’eccesso di peso corporeo nel determinare una peggiore prognosi nelle condizioni patologiche caratterizzate da anomalie del sistema immunitario. A mediare quest’associazione, che avrebbe non solo ripercussioni dirette sulla qualità di vita del paziente ma anche sull’efficacia dei trattamenti, sarebbe appunto lo stato infiammatorio cronico che si accompagna all’eccesso di peso corporeo.

Queste osservazioni sottolineano dunque la centralità della prevenzione dell’obesità non solo nello stato di salute apparente ma anche in patologia in quanto cruciale nel favorire gli approcci terapeutici e la remissione dei sintomi.

Source:European League Against Rheumatism