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venerdì 27 agosto 2010

Spesa energetica e consumo di ossigeno: biomarkers di efficienza miocardica in ratti obesi

The study demonstrated for the first time that reduced energy expenditure and oxygen consumption may provide novel risk factors of obesity-induced reduced energy generation for myocardial contractile function. The results serve to highlight the role of calorimetric changes as novel biomarkers of risk to obesity-induced cardiac effects.

calorimetria

Nel modello animale, sono stati valutati i parametri calorimetrici per prevedere gli effetti negativi dell'obesità sullo stress ossidativo e sul metabolismo energetico cardiaco.

24 ratti Maschi Wistar sono stati divisi in tre gruppi (n = 8) alimentati con mangime standard e acqua (C), mangime standard e 30% di saccarosio nell'acqua (S) e dieta ricca di saccarosio e acqua (SRD).

Dopo 45 giorni, sia il gruppo S che SRD avevano sviluppato obesità, stress ossidativo e dislipidemia, ma il guadagno di peso corporeo e l'efficienza energetica dei mangimi (FE) erano più elevati negli SRD che in S, mentre lo stress ossidativo, l'accumulo di trigliceridi nel miocardio e l'aumento dell'attività della lattato deidrogenasi cardiaca (LDH) erano superiori sia in ratti S che in ratti SRD.

La beta-idrossiacil CoA deidrogenasi miocardica era inferiore nel gruppo SRD e S rispetto ai controlli, mentre il glicogeno era assente solo nei ratti S.

La piruvato deidrogenasi del miocardio (PDH) era più bassa nei ratti S, indicando assenza di ossidazione del glucosio.

ATP- sintetasi cardiaca è stata positivamente correlata con il dispendio energetico, misurato come metabolismo basale (RMR), e con il consumo di ossigeno per peso corporeo (VO2).

Lo stress ossidativo e l'accumulo di trigliceridi sono risultati correlati negativamente con RMR e con VO2.

Questo studio ha proposto una nuova comprensione di obesità perchè ha dimostrato per la prima volta che le spese energetiche e il consumo di ossigeno possono dare informazioni sulla funzione contrattile del miocardio.

I risultati servono a evidenziare il ruolo dei cambiamenti calorimetrici come biomarcatori di rischio cardiaci.

Author:ELB Novelli, GA Souza, GMX Ebaid, KKHR Rocha, FRF Seiva, F Mani, KE Campos and JM Sforcin

Source:Obesity (2010) 18 9, 1754¨C1761