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marted́ 28 gennaio 2014

Pochi carboidrati per chi sta “di guardia”

Un pasto ricco di carboidrati aumenterebbe la sonnolenza e la durata del sonno nei lavoratori obesi, specie se lavorano di notte.

NUTRIZIONE
carboidrati

Questo è il sostanziale risultato di uno studio che ha coinvolto 54 guardie notturne di sesso maschile con un'età media di 30,8 anni (DS = 5,5 anni ) ai quali è stato chiesto di compilare un diario alimentare (24H recall) e di sottoporsi a misure antropometriche. Sono stati selezionati in totale 24 uomini sui quali è stato effettuato un piano d’intervento dietetico articolato nell'arco di tre settimane consecutive, in tre condizioni differenti.

Nella prima settimana, non è stato introdotto alcun cambiamento nella composizione della dieta abituale dei lavoratori. Nella seconda settimana, la quantità di carboidrati è stata aumentata del 20-30% rispetto alla quantità assunta nella prima settimana, mentre durante la terza settimana l’assunzione di proteine ​​è stata aumentata del 30-40% rispetto a quelle della prima settimana (basale). Durante tutto il periodo di studio, gli operai sono stati dotati di un dispositivo appositamente studiato per stimare i tempi di veglia e i tempi di sonno.

Al termine dell’osservazione analizzando i dati riportati dal dispositivo si notava un effetto d’interazione tra l'indice di massa corporea (BMI) e le varie modificazioni della dieta. In particolare, la durata del sonno era maggiore nei lavoratori obesi rispetto ai lavoratori non obesi durante la variazione della dieta con aumento dei carboidrati. Inoltre, l’analisi delle varianza ha mostrato un aumento della sonnolenza postprandiale (a 3 ore dal pasto) in tutte e tre le condizioni in cui sono state rilevate le misure. Dunque, chi lavora di notte non mangi troppi carboidrati a cena, e neppure durante il lavoro.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24456339
Chronobiol Int. 2014 Jan 23. [Epub ahead of print]
Effects of a carbohydrate-enriched night meal on sleepiness and sleep duration in night workers: A double-blind intervention.