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martedì 28 giugno 2016

Alimentazione e polifenoli.

Per misurare le concentrazioni di polifenoli in un alimento, il metodo più semplice è determinare il valore ORAC (la capacità di assorbimento dei radicali dell’ossigeno).

NUTRIZIONE
imm2La tecnologia che permette di misurarlo è stata messa a punto negli anni ‘90 per valutare la capacità antiossidante di alcuni cibi.
 
Anche se il valore ORAC di un cibo è legato al suo contenuto di polifenoli, non distingue appieno fra questi e altri antiossidanti.
 
Per risultare utile, dovrebbe quantificare il potenziale antiossidante in rapporto ai quantitativi di carboidrati assorbibili (carboidrati totali – fibre).
 
I cereali integrali, per esempio, hanno buoni valori ORAC ma un altissimo contenuto di carboidrati assimilabili rispetto a frutta e verdura.
 
Maggiore è il rapporto ORAC/grammi di carboidrati assimilabili, maggiore sarà l’efficacia del cibo nel ridurre l’infiammazione cellulare.
 
I valori ORAC sono indicativi della capacità antiossidante solo in condizioni artificiali ricreate in laboratorio, al contrario non forniscono alcuna indicazione riguardo l’assorbimento e la capacità antiossidante nel sangue.
 
Lo scopo dei polifenoli è quello di tenere sotto controllo la corretta funzionalità del microambiente intestinale.
 
Ritengo pertanto che 10.000 unità ORAC al giorno siano un obiettivo dietetico ragionevole per tentare di regolare la flora batterica e migliorare in modo sensibile i livelli ematici di polifenoli.
 
I polifenoli sono parte integrante della dieta antiossidante e alcalina, uno dei pilastri della salute della metodologia Pneisystem, diagnosi integrata e terapie sistemiche.
 

 
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