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martedì 30 aprile 2013

Obesità e “dolcezza”

L'ingestione di dolciumi è guidata da circuiti di ricompensa centrali e inibita da segnali endocrini e neurocrini di sazietà, che negli obesi appaiono alterati.

NUTRIZIONE
zuccheri

Questo è in sostanza il risultato di uno studio in doppio cieco incrociato che ha coinvolto 10 donne obese e 10 donne sane magre. Ai due gruppi veniva proposta una bevanda zuccherata con saccarosio o una bevanda senza sostanze nutrienti, prima della proposta di visualizzare immagini cibo o immagini neutre.

Si è così dimostrato che la visualizzazione delle immagini di cibo dopo l'ingestione di una bevanda era associata con il coinvolgimento di regioni cerebrali simili nelle obese e nelle magre (amigdala, ippocampo, talamo, insula anteriore). Ma le donne obese mostravano differenze nella risposta all’assunzione della bevanda.

In pratica le donne obese hanno mostrato l'impegno di una rete cerebrale supplementare, solo dopo l'ingestione della bevanda con saccarosio. Questa osservazione suggerisce che nei soggetti obesi, i segnali edonistici provenienti dalla bocca e dall’intestino potrebbero dare risposte centrali alterate rispetto a quelle legate a segnali visivi del cibo, e tutto ciò potrebbe influire nella dipendenza loro da cibo.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23566308
Neurogastroenterol Motil. 2013 Apr 9. doi: 10.1111/nmo.12125. [Epub ahead of print]
Differences in brain responses between lean and obese women to a sweetened drink.